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Si presentava ogni mese, puntuale, con circa 35 grammi di droga pronta per essere consegnata. E non si trattava del classico pusher della porta accanto, ma di una sorta di ‘professionista’ in trasferta che attraversava la Romagna per far recapitare lo stupefacente tra Fano, Mondolfo e i dintorni di Pesaro. Tutto questo sotto falso nome. Anche perché, senza inventarsi un alter ego, sarebbe già probabilmente finito in carcere da un po’.