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Bonus per cinque categorie di lavoratori autonomi e professionisti. Il Decreto Cura Italia ha introdotto un'indennità pari a €600 per il mese di marzo, non soggetta ad imposizione fiscale, ad alcune categorie di lavoratori di seguito elencati purché non siano titolari di pensione diretta.


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Aziende chiuse, altre aperte ma con attività ridotta, altre ancora costrette alla sospensione ma con ordini da evadere. Sono molte le realtà produttive della provincia di Pesaro e Urbino, come altre nel Paese, alle prese con un momento particolarmente difficile causato dall’emergenza Coronavirus.



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In un mondo globalizzato sono sempre di più le occasioni per stringere rapporti commerciali con altre aziende, sia del proprio settore che di settori diversi. Magari si cercano piccole ditte cui delegare in outsourcing alcune attività aziendali, oppure si vuole creare uno scambio di prodotti/servizi o semplicemente stringere un accordo per la fornitura di materie prime e servizi.


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Le criptovalute appaiono come l’asset più innovativo degli ultimi tempi. Non a caso, hanno subito una crescita rapidissima, conducendo al successo coloro che avevano riposto fiducia in queste nuove monete digitali e decentralizzate.




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In ordine all’esigenza di contrastare gli effetti economici negativi derivanti dalla diffusione del Covid -19 la CNA di Pesaro e Urbino e quelle delle Marche, accogliendo la richiesta di tante attività che stanno vivendo momenti drammatici in ordine alle recenti disposizioni di limitazione e/o, peggio di chiusura delle proprie attività, propongono, oltre alle misure che il Governo approverà, di fare ricorso ad alcune risorse disponibili per il finanziamento delle attività poste in difficoltà dall’epidemia, con il coinvolgimento del Confidi Uni.Co.



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Il compito fondamentale di una piattaforma di social trading è quello di riunire gli investitori che hanno sviluppato una strategia di mercato azionario intelligente (i migliori trader o leader) con coloro che vogliono usarla e copiarla (i followers o i copier). Fornisce l'infrastruttura per farlo - un social network à la Facebook più la possibilità di investire 24 ore su 24.


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L’impatto del coronavirus in termini di riduzione del valore aggiunto dell’economia regionale potrebbe essere dello 0,6% (pari a 238,2 mln - fonte Unioncamere) se l’emergenza iniziata a metà febbraio dovesse concludersi entro il mese di aprile, e pesare fino all’1,2% in caso di conclusione della fase critica entro giugno. È la stima degli effetti sull’economia dell’emergenza sanitaria in atto, effettuata dalle Camere di Commercio in collaborazione con l’Istituto Tagliacarne sulla base dei dati al 2 marzo scorso.


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“Nelle misure annunciate dal Governo, a parziale sostegno delle imprese danneggiate pesantemente dall’allarmismo e dalle follie comunicative del coronavirus, non figurano né i ristoranti né i bar e tantomeno i locali di intrattenimento. E’ una follia, una grave dimenticanza o la dimostrazione che la politica non sa leggere la realtà “.


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Non sarà solo il mondo del turismo della ristorazione, dell’accoglienza e del commercio a pagare lo scotto di questa incredibile e imprevista situazione originata dal Coronavirus. Vero è che questo comparto sconterà prima degli altri la crisi determinata dall’emergenza sanitaria, ma sarà complessivamente tutto il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa a subire l’effetto domino determinato da questa crisi.


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Ogni anno in Italia si svolgono 42.000 sagre concentrate soprattutto nei mesi da giugno a settembre, con un fatturato totale di circa 900 milioni di euro. A scriverlo è la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe), che ci racconta quindi di un fenomeno in crescita e vivo da Nord a Sud dell’Italia e che si accompagna alle numerose feste ed eventi turistici e culturali organizzati ogni anno dai Comuni italiani per attrarre e far conoscere il territorio.


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Secondo la descrizione che la Commissione Europea fornisce della Regione Marche, basata su dati Eurostat, la regione del Centro Italia basa la propria economia prevalentemente sulle piccole e medie imprese, spesso riunite in distretti industriali che producono soprattutto Made in Italy: una spiegazione riassuntiva perfetta di quella che è la forza del tessuto economico marchigiano e per estensione dell’Italia.