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“Apprendo Imprendo” è il progetto dei Giovani Imprenditori rivolto agli studenti delle quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Pesaro Urbino con cui si offre alle classi la possibilità di visitare digitalmente e in maniera ludico-interattiva alcuni contesti produttivi del territorio.


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Alla vigilia delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre, Confindustria Pesaro Urbino ha raccolto tra i soci alcune criticità e indicazioni di azioni e progetti, utili a migliorare l’operatività delle imprese che hanno sede nei 7 comuni dove si andrà al voto (Colli al Metauro, Fermignano, Fossombrone, Gradara, Mercatino Conca, Mondavio, e Mondolfo), con l’auspicio che il quadro che emerge possa essere positivamente utilizzato dai sindaci, dalle giunte e dai consigli comunali che usciranno dalle urne.


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Credo che mai come in questo momento sia necessario fornire ai cittadini informazioni verificate, provenienti da fonti ufficiali e commentate senza alzare i toni dello scontro, per non creare il rischio di aumentare il livello di confusione che già caratterizza il nostro quotidiano e, purtroppo, sta pesantemente condizionando il futuro di ognuno di noi.


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“Sul tema dell’energia e, in particolare, sulla sua produzione da fonti rinnovabili, la provincia di Pesaro-Urbino ha sempre recitato un ruolo propositivo e progettuale: pensare all’idrogeno e, più in generale, alle filiere energetiche innovative significa essere dalla parte di chi anticipa i tempi”. Mauro Papalini, presidente degli industriali pesaresi parla di transizione energetica e guarda a possibili scenari.


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“Siamo pronti ad allestire un camper che possa viaggiare per il territorio provinciale e consentire, in tutta sicurezza, la vaccinazione dei lavoratori delle imprese nostre associate, ovviamente rispettando la sequenza delle priorità fissata dalla Regione Marche, che potrebbe tenere conto anche i tecnici di aziende che devono installare impianti e collaudarli, che hanno la necessità di spostarsi frequentemente non solo fuori regione, ma anche fuori dai confini nazionali”.


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“Da anni continuiamo a rinviare la soluzione di un problema che riguarda le imprese della nostra provincia: la carenza di impianti per lo smaltimento dei rifiuti, che in verità è di tutte le Marche e che ha determinato un aumento significativo dei costi sostenuti dalle imprese per il conferimento dei rifiuti, una ricorrente difficoltà nel reperire impianti disponibili al trattamento, ma soprattutto l’impossibilità di sottoscrivere accordi di lunga durata con i fornitori di servizi o i gestori di impianti, con la conseguenza di non poter avere un pieno governo dei propri costi aziendali”.