Ulteriori vincoli per l’applicazione dell’ex “Piano casa”. Biancani: “Vietata la possibilità di piccoli ampliamenti in gran parte della città"

piano casa 4' di lettura 20/04/2024 - La Giunta regionale ha approvato l’Accordo con il Ministero della Cultura, previsto dalla nuova legge urbanistica regionale, che definisce le linee guida per l’applicazione delle norme che hanno sostituito il “Piano casa” e regolamentano la possibilità di ampliare le abitazioni fino a un massimo del 20%.

Andrea Biancani è molto critico in quanto con questo accordo la nuova legge urbanistica ha reso quasi impossibile modifiche e piccoli ampliamenti alle abitazioni in gran parte della città.

“L’ex ‘Piano Casa” era un insieme di norme – spiega Biancani - che da un lato consentiva di ampliare la propria abitazione, anche in deroga al piano regolatore, ma dall’altro incentivava la riqualificazione complessiva, imponeva la messa a norma sismica e l’efficientamento energetico.

Con la nuova legge urbanistica, di novembre 2023, la Regione ha invece reso tutto più complicato. Le modifiche più significative, oltre a prevedere una riduzione dell’ampliamento massimo, che passa dal 40% al 20%, comportano, soprattutto, l’allungamento dei tempi delle procedure di approvazione, l'aumento dei vincoli e dei pareri richiesti.

Il progetto, infatti, oltre al parere dei tecnici del Comune, dovrà addirittura essere votato dal Consiglio Comunale, per riconoscerne persino l’interesse pubblico. Praticamente una vera e propria variante urbanistica.

Come se non bastasse, ogni Comune dovrà anche istituire una Commissione Paesaggio, che dovrà dare un parere vincolante se l’ampliamento è superiore al 10% del volume esistente o comunque a 100 metri cubi (circa 30mq)”.

“La nuova legge ha inoltre escluso la possibilità di interventi di ampliamento nelle aree esondabili anche dove il rischio è più basso, come ad esempio, nel caso pesarese, attorno al Genica e al Foglia. In precedenza, in tali aree, l’intervento era consentito se si attuavano le dovute opere di mitigazione del rischio, per le quali il Comune si era dotato di apposite linee guida. Oggi, invece, gli interventi non sono più consentiti, e pertanto, ad esempio, gli immobili dei quartieri di Pantano e Muraglia saranno più difficili da riqualificare, non potendo beneficiari della possibilità di fare piccoli ampliamenti”.

“Inoltre, l’Accordo tra Regione e Ministero, approvato con una delibera dalla Giunta regionale l’11 marzo, inserisce ulteriori vincoli, escludendo gran parte della città dalla possibilità di riqualificazione. Sono escluse, come in precedenza le aree del Parco San Bartolo e del Centro Storico (Zona A), ma purtroppo anche le aree della Zona B, quelle residenziali attorno al Centro storico, entro una fascia di rispetto di circa 400 metri dalla zona A. Per Pesaro, stiamo parlando di parte dei quartieri di Pantano, Tombaccia, Porto, Baia Flaminia, Soria, Loreto, Montegranaro.

Vengono esclusi anche gli immobili nelle fasce di rispetto, di circa 150 metri, attorno ai borghi, quindi, anche se fuori dalle mura ci sono case degli anni 50 o successive, non potranno essere oggetto di interventi di riqualificazione che prevedano piccoli ampliamenti. Quindi ci saranno aree escluse a Novilara, Candelara, Ginestreto, Pozzo Alto e S. Maria delle Fabbrecce”.

“Bisogna capire cosa comportano questi vincoli – conclude Biancani - nelle aree escluse, in particolare nelle zone B, dove ci sono sia edifici industriali che residenziali del dopoguerra che avrebbero un enorme bisogno di essere riqualificati soprattutto perchè vicini al centro storico. Motivazione per cui, Regione e Ministero, hanno vietato l’intervento. Fare peggio era praticamente impossibile.

La possibilità di ampliare la cubatura di tali edifici, in deroga al piano regolatore, è stata ciò che negli anni ha consentito importanti interventi di riqualificazione di questi quartieri e ha sostenuto il settore dell’edilizia dando lavora a tante imprese, tecnici, professionisti e a tutto l’indotto. Queste norme disincentiveranno il recupero del patrimonio edilizio esistente e spingeranno probabilmente a investire in nuove aree residenziali, incentivando il consumo di suolo, che invece andava combattuto, e rallentando la rigenerazione urbana dei quartieri vicini al centro. Un fenomeno che si verificherà anche nelle aree dove gli interventi sono consentiti, visto che comunque, a monte, la legge ha imposto un iter burocratico lunghissimo.

Si rischia, purtroppo, il blocco delle attività di riqualificazione edilizia, un settore già in difficoltà e importante per l’economia del territorio”.


   

da Andrea Biancani
Consigliere Regionale 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2024 alle 08:33 sul giornale del 21 aprile 2024 - 2364 letture

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