Villa Caprile, restauro controverso: riflessioni sui progetti previsti

Villa Caprile 5' di lettura 05/03/2024 - "Da circa 1 anno più volte la stampa locale si è occupata di Villa Caprile e del progetto per il restauro e valorizzazione dei suoi giardini storici ormai giunto alla fase esecutiva: i lavori potrebbero iniziare in tempi molto brevi", commentano Carlo Urbinati Professore Ordinario di Gestione e Pianificazione forestale all'Università Politecnica delle Marche e Fabio Salbitano Professore Associato di Gestione Forestale ed Ecologia e gestione delle foreste urbane all'Università di Sassari.

"Le sollecitazioni e i dubbi sono pervenuti soprattutto a firma di alcune associazioni culturali e ambientaliste locali allarmate per la tipologia e le caratteristiche del progetto. Tali preoccupazioni evidentemente non erano infondate - proseguono i professori - poiché anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha previsto specifiche prescrizioni e limitazioni in fase di redazione del progetto esecutivo. Ricordiamo che il complesso di Villa Caprile è un bene sottoposto a vincolo monumentale e a vincolo paesaggistico. Alla fine di gennaio un deputato di Europa Verde ha inviato un’interpellanza parlamentare al ministro della Cultura evidenziando “enormi criticità” determinate sia nelle procedure di affidamento che nei contenuti tecnici effettivi. Recentemente l’ufficio tecnico della Provincia di Pesaro-Urbino, proprietaria della villa e delle annesse aree verdi, in un’intervista sulla stampa locale ha provato a tranquillizzare l’opinione pubblica affermando la completa osservazione dei termini e regolarità delle procedure. La recente pubblicazione della gara d’appalto e di tutta la documentazione progettuale ha invece sollevato vecchi e nuovi dubbi sulla congruità degli interventi e posto ulteriori interrogativi anche in merito alle caratteristiche tecnico- professionali dei progettisti.

Da qui alcune considerazioni:

La prima domanda che sorge spontanea è come mai per un progetto economicamente importante (oltre 1.3 milioni di euro solo per il restauro del giardino), in un contesto di elevatissima valenza architettonica e storico-culturale, nonché luogo iconico per la città di Pesaro e non solo, la Provincia non si sia premurata di adottare i criteri di massima trasparenza attraverso la condivisione pubblica, aperta alla cittadinanza, o, ancora meglio, l’attivazione di forme di collaborazione attiva tramite laboratori di co-progettazione partecipata con tutte le competenze coinvolte. Neppure gli studenti e il corpo docente dell’IIS Cecchi sono stati informati su: contenuto progettuale, tempi di realizzazione ed eventuali disagi che la scuola subirà. L’assenza di comunicazione e coinvolgimento serio della comunità è una ricorrente e grave criticità nel flusso di interazioni fra istituzioni e cittadini. Questa anacronistica distanza rispetto alle modalità correntemente attivate in gran parte dei territori europei, sicuramente contribuisce alla crescente e diffusa disaffezione per i modelli di democrazia rappresentativa. Stupisce altresì che ciò si verifichi per un bene identitario così fortemente sentito dalla comunità pesarese e in un città la cui Amministrazione si fregia del coinvolgimento della comunità come di un fiore all’occhiello.

Il progetto è finanziato con fondi PNRR, questa “valanga” di denaro (ma che in gran parte dovrà essere restituita dopo il 2026) che non poco ha alterato le usuali procedure appaltanti di enti pubblici, università, ecc. che sono destinatari di tali risorse. La storia insegna che l’ampia disponibilità di risorse e l’urgenza del loro utilizzo non sono quasi mai foriere di risultati di qualità nella progettazione. Ne abbiamo un esempio al Monte Acuto-Catria dove una serie di interventi “agevolati” e veicolati come riqualificazione della locale stazione sciistica si sono rivelati non solo un non-sense progettuale ma un gravissimo e indelebile danno ambientale all’intero versante montano.

Nel caso specifico di Villa Caprile è evidente la necessità di interventi di riassetto e riqualificazione del complesso scolastico, il quale negli anni ha visto incrementare notevolmente la sua popolazione di studenti e docenti rendendo necessario l’inserimento di strutture didattiche non sempre congrue con l’assetto globale della Villa e del suo contesto. Villa Caprile è un sistema sei-settecentesco realizzato in un preciso contesto storico, la cui veste accademica e poi scolastica fu acquisita rispettivamente solo nel 1876 e poi nel 1924. La storia articolata che la caratterizza impone un’attenzione estrema e competenze specifiche che sappiano coniugare la salvaguardia e il recupero strutturale-funzionale con le esigenze scolastiche e di fruibilità ma sempre e comunque nel perimetro della tutela determinata dai vincoli monumentali e paesistici che richiedono competenze di altissimo profilo non sempre espresse con chiarezza dai progetti sviluppati. Villa Caprile è inoltre un elemento rilevante del contesto paesaggistico-ambientale del Parco Naturale Regionale del Colle San Bartolo e della Rete Natura 2000. Pertanto il quesito di compatibilità e di sostenibilità ambientale non dovrebbe riguardare i singoli progetti di restauro del giardino, dell’edificio e di costruzione di nuovi edifici nel settore sud oltre il convitto, ma globalmente l’insieme di questi. Lo spacchettamento di un progetto ampio in piccoli interventi è purtroppo divenuta prassi per evitare la Valutazione di Impatto Ambientale, esattamente come avvenuto per le sciovie del Monte Catria.

È lecito quindi chiedersi se per interventi in un sistema storico-architettonico-ambientale di tale pregio e complessità siano state valutate tutte le possibili criticità per evitare futuri danni strutturali e paesistico-ambientali, nonché se siano state messe in campo tutte le competenze tecnico- professionali necessarie, ovvero professionisti con documentate esperienze nelle diverse e complesse tipologie d’intervento. In un contesto democratico vorremmo essere considerati cittadini partecipi e non semplici sudditi", conclude la nota dei due docenti.


   

da Carlo Urbinati - Università Politecnica delle Marche
     Fabio Salbitano - Università di Sassari





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2024 alle 09:49 sul giornale del 06 marzo 2024 - 996 letture

In questo articolo si parla di attualità, pesaro, villa caprile, comunicato stampa

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