Ospedale Lanciarini di Sassocorvaro. Biancani: “Risorse insufficienti per gestire tutti i servizi e le prestazioni"

Ospedale Lanciarini Sassocorvaro 4' di lettura 02/02/2024 - Il Vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Biancani ha presentato un’interrogazione per chiedere un aumento dei fondi regionali destinati alla struttura sanitaria di Sassocorvaro, tagliati rispetto all’accordo del precedente governo regionale.

“La recente notizia che il budget per i servizi a Sassocorvaro sarà lo stesso dell’anno scorso è l’ennesima prova che il governo della Regione non è in grado di mantenere la promessa, più volte ripetuta in campagna elettorale e nel corso degli ultimi 3 anni, di potenziare i servizi sanitari nell’entroterra, ma anzi, li sta peggiorando”.

“Presso il “Lanciarini” di Sassocorvaro – spiega Biancani - sono erogate, ormai da diversi anni, numerose prestazioni sanitarie di specialistica ambulatoriale, chirurgia in day surgery e in ricovero ordinario e ortopedia, sono inoltre presenti un punto prelievi e posti letto per la lungo degenza e le cure intermedie. La gestione di questi servizi è affidata ad un’impresa privata accreditata, a cui si è aggiunto il protocollo per la gestione congiunta pubblico-privato del PAT (Punto di Assistenza Territoriale), che mi preme ricordare per chiarezza, non è un vero e proprio pronto soccorso, purtroppo”.

"I servizi disponibili a Sassocorvaro, essendo convenzionati, non costano nulla al cittadino, ma vengono eseguiti sulla base di un budget annuale stanziato dalla Regione. Stando all’accordo contrattuale iniziale, sottoscritto dalla precedente Amministrazione regionale, per il triennio 2020-2022, al gestore privato erano stati assegnati per gli anni 2020, 2021 e 2022 rispettivamente 6,4, 8,4 e 9,6 milioni di euro. Già nel 2022 la Regione ridusse di 4 milioni il budget. Nel 2023, in assenza di un nuovo accordo, è stato prorogato il precedente, e risultano essere stati assegnati alla struttura circa 5 milioni di euro, riconfermando quindi un nuovo taglio di più di 4 milioni rispetto a quanto stabilito dall’accordo della precedente Amministrazione. Il risultato è stato che da ottobre 2023 non è più stato possibile prenotare prestazioni sanitarie a Sassocorvaro per esaurimento dei fondi e i cittadini sono stati costretti a rivolgersi a privati a pagamento o ad altri presidi regionali. Nonostante questo, la Regione, per il 2024 ha deciso di confermare le stesse risorse del 2023, andando inevitabilmente incontro allo stesso problema. Lo ritengo un errore evidente e per questo ho chiesto alla Regione, con un’interrogazione sottoscritta anche da Micaela Vitri e dal Gruppo PD, di rivedere il budget, e di spiegare in Aula come possano affermare di voler potenziare la sanità territoriale senza neppure rispettare l’accordo firmato e riducendo i fondi, già rivelatisi insufficienti negli anni precedenti”.

“I Sindaci dei Comuni dell’Unione Montana del Montefeltro hanno evidenziato ufficialmente ai vertici politici e amministrativi della Giunta regionale la necessità di scongiurare il ripetersi dei disservizi e del forte disagio subito dalle comunità locali negli ultimi mesi del 2023, quando la Regione, a parole, aveva annunciato che avrebbe risolto i problemi e potenziato i servizi. Il Piano Socio-Sanitario Regionale 2023-2025 afferma, infatti, che per le “strutture di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro l’indirizzo è quello di potenziare i servizi di diagnostica, di laboratorio e le specialistiche ambulatoriali nonché i Punti di emergenza urgenza e le degenze”, con lo scopo dichiarato di ridurre le liste di attesa, cresciute in particolare dopo il periodo covid. La scelta di ridurre il budget risulta quindi ancora più incomprensibile”.

“Temo che all’origine del problema ci sia l’ormai evidente difficoltà di chi governa la Regione a pianificare realmente l’impiego delle risorse sanitarie. Non riescono a rispettare nessuno degli obiettivi che hanno annunciato: avvicinare i servizi sanitari ai territori, in particolare alle aree interne disagiate, ridurre le liste di attesa e frenare la mobilità passiva. I dati parlano chiaro – continua Biancani - questa Amministrazione regionale non riesce a ridurre le liste d’attesa. Nel 2022 quando lo Stato ha messo a disposizione delle Regioni un finanziamento specifico di ben 12,8 milioni di euro, da utilizzare anche con il ricorso al privato accreditato, leearche sono riuscite a spenderne solo 4,6, ottenendo una riduzione delle liste di attesa di appena il 32%, contro una media nazionale del 54%”.

“Un Governo regionale che ha sempre continuato, nel corso di questi anni, così come in campagna elettorale, a fare grandi annunci sulla sanità nei territori e nelle aree più disagiate, senza mantenere nessuno degli impegni presi. Sembra quasi che non si siano resi conto che governano la Regione da più di tre anni e cercano ancora di addossare le colpe a chi c’era prima. Un atteggiamento tipico di chi non riesce ad assumersi le proprie responsabilità e ammettere che la sanità marchigiana negli ultimi anni è, purtroppo, peggiorata a causa di tante scelte sbagliate di questa Amministrazione regionale”.


   

da Andrea Biancani
Consigliere Regionale 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2024 alle 03:02 sul giornale del 03 febbraio 2024 - 580 letture

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