Giorgio Lugli scomparso ad un anno dalla morte del figlio "Lulo"

Giorgio Lugli 3' di lettura 13/08/2023 - Se ne è andato all'età di 74 anni Giorgio Lugli, storico musicista e papà di Massimiliano, per tutti "Lulo", che fu vittima di un tragico incidente stradale che lo rilegò in un letto d'ospedale per 7 anni.

A circa un anno dalla scomparsa di Lulo, avvenuta il 16 agosto 2022, “ora anche Giorgio ci ha lasciati, dopo aver combattuto come un leone contro un male che lo ha lentamente, inesorabilmente consumato. - queste le parole lasciate sui social dall'amico Giancarlo del Vecchio - Un fratello, Giorgio, non saprei come definirlo altrimenti, fin da quando ci siamo conosciuti più o meno 55 anni fa. Un amore smisurato per la musica, per tutta la musica, ma in modo particolare per tutto ciò che aveva a che fare con il jazz. Uno strumento, il basso elettrico (ma poi anche il contrabbasso) che lo ha portato a collaborare con musicisti di fama mondiale.

E poi il nostro gruppo storico, LOG e successivamente LOG 2, fin dalla seconda metà degli anni '60, e il legame stretto, quasi simbiotico con Eugenio Gege Giordani, il suo (il nostro) Maestro, la cui scomparsa nel 2020 a causa del maledetto Covid Giorgio non l'aveva proprio mandata giù, e ne aveva sofferto profondamente. E poi Massimiliano, il figlio strappato alla vita dopo oltre sette anni di coma dopo un incidente stradale la cui dinamica per Giorgio non era mai stata chiarita. Avanti e indietro, ogni giorno, casa e capezzale di Massi, sperando in un miracolo che non si è più avverato.

Quanti spezzoni di vita insieme, Giorgione, quante risate, quanta musica, quanto orgoglio di salire su un palco insieme al grande mito Brian Auger, condividendo dal profondo la gioia che gli occhi di Gege sprigionavano... Claudio, Ricky e io, insieme a tutti coloro che hanno in varia misura goduto della tua presenza, nella musica come nella vita, siamo sgomenti, devastati... Ma siamo certi che ora voi due - tu e Gege - già ve la stiate spassando, nell'ovunque indistinto della vita al di là della vita, replicando le note di una musica che non è mai finita, e non finirà mai...

Wyrd bið ful aræd, è il destino a governare ogni cosa, fratellone mio, a te ne è toccato uno dei più atroci, ma mi piace pensarti dopo la spaghettata post-prove, con qualche bicchiere di rosso di troppo, a ridere fino a stare male per ogni stronzata ci venisse in mente, quasi sempre finendo a parlare di figa (ricordi e aneddoti di stagioni complicate, ma felici). Con il tuo iconico "occhio bagarino", il tuo sorriso, il tuo calore immenso temo mi tocchi avere a che fare per tutto il resto della mia vita terrena, poi ci rivedremo... Ti voglio un bene dell'anima (te l'ho sempre detto, no?)", conclude del Vecchio.

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di Redazione





Questo è un articolo pubblicato il 13-08-2023 alle 02:34 sul giornale del 14 agosto 2023 - 12412 letture

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