San Bartolo, tutela habitat del litorale. Leva: "Mare e falesia le nostre priorità"

Parco San Bartolo 2' di lettura 22/06/2023 - Un paesaggio unico lungo la costa del nord Adriatico, la falesia a strapiombo, l’habitat protetto delle strisce di arenile, la biodiversità tanto preziosa quanto poco conosciuta. Il volto del tutto speciale dell’ambiente marino del Parco naturale del San Bartolo va studiato, protetto e valorizzato, anche come occasione per un turismo mirato ecosostenibile.

È questa una delle principali strategie dell’Ente Parco e anche il tema del nuovo incontro del progetto “Adriatic conservancy”, finalizzato a tutelare i litorali e le specie viventi in sofferenza. Si tratta di un convegno in programma venerdì 23 giugno alle 21 nell’auditorium di Santa Marina Alta, promosso dall’Ente Parco San Bartolo e dall’associazione Sub Tridente Pesaro, dal titolo ”Biodiversità dell’ambiente costiero del Parco naturale del San Bartolo”.

L’incontro si apre con gli interventi del presidente dell’Ente Parco Silvano Leva e dell’assessore alla Sostenibilità del Comune di Pesaro Maria Rosa Conti. Seguono le relazioni degli esperti, il professor Carlo Cerrano, zoologo dell’università Politecnica delle Marche, e del geologo dell’università di Urbino Stefano De Angelis.

«L’obiettivo della conversazione è fare conoscere il nostro ambiente marino e individuare le misure da intraprendere per la tutela e la valorizzazione - spiega il presidente Silvano Leva -. Il tratto caratteristico della falesia a strapiombo che emerge dalle basse acque marine e dalle strette spiagge ciottolose rappresenta un paesaggio marino unico in tutto il nord Adriatico. Un’area ancora poco conosciuta che potrebbe avere un prezioso valore attrattivo per ricercatori, visitatori e turisti. La graduale corrosione e le frane della ripidissima parete formano le lingue sassose che si insinuano nel mare. Questi ciottoli, detti "cogoli", venivano usati in passato come materiale da costruzione, anche per la pavimentazione dei nostri centri storici. Nel mare davanti al Parco, fino a una profondità̀ di circa 10 metri, sono presenti habitat protetti, come i ”banchi di sabbia a debole copertura permanente d’acqua” e le ”scogliere sommerse o reef”. L’intera area si caratterizza per un’elevata biodiversità̀, ancora poco valorizzata, che ha contribuito al sostentamento delle comunità locali in passato e che potrebbe rappresentare una preziosa occasione di turismo sostenibile, a patto che sia adeguatamente gestita».

Le iniziative del programma ”Adriatic conservancy” vogliono mettere a fuoco i pericoli che minacciano la ricchezza dell’habitat marino, «uno dei più produttivi del Mediterraneo tra straordinaria biodiversità e pesca assai redditizia - sottolineano gli organizzatori -. Da una parte ci sono lo sfruttamento eccessivo e il declino degli stock ittici, dall’altra l’accumulo dei rifiuti di plastica e l’aumento della temperatura delle acque. Pericoli da non trascurare per la sopravvivenza dell’ecosistema. Servono misure per ridurre l’azione incontrollata dell’uomo. Per esempio l’introduzione di una pesca sostenibile, le buone pratiche per ridurre l’impatto ambientale e l’inquinamento, la tutela delle coste perché gli ecosistemi in sofferenza possano trovare serbatoi naturali nei quali rigenerarsi».


   

di Redazione





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-06-2023 alle 17:18 sul giornale del 23 giugno 2023 - 620 letture

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