Agapito Miniucchi: addio all’artista che amava Pesaro

2' di lettura 10/03/2023 - Il “Parco Urbano delle Sculture” di Pesaro è il museo scultoreo en plein air di artisti pesaresi o che nella città hanno vissuto quel tempo utile per assaporarla e donare la loro impronta artistica alla città.

«Ieri ci ha lasciati l’artista dell’ “arte povera” Agapito Miniucchi, pietra, ferro e in particolare il poverismo del legno anche di scarto, questi i suoi amati materiali con i quali ha creato opere quali “Arim" una traversina a forma di onda marina in acciaio corten, che penetra nel granito, una poderosa metafora del mare e del suo rapporto millenario con la civiltà.
La scultura è oggi accolta nel giardini dedicati a “Nilde Iotti” in Via Cristoforo Colombo, rivolta verso il mare, elemento tanto amato dal Miniucchi che qui a Pesaro vi ha trascorso l’età adolescenziale con la sua famiglia. Nel 1983 donò alla nostra città questa sua creazione dal significato profondo.

Del suo pensiero artistico nell'ammirare le opere ho sempre fatto tesoro di questa sua lettura:-"il piombo fuso entra nelle fessure della pietra, e la scultura si modifica durante la creazione che parte da un disegno a volte inconscio e un apparente errore trasforma l’opera nella sua unicità". Il suo trascorso a Pesaro ci lascia in dote un’altra originale scultura, il Monumento ai Marinai Caduti, commissionata dall'amministrazione comunale di quegli anni e collocata in Viale Trieste lato porto dove il vento soffia impetuoso, a rappresentare un mare di pietra solcato dalle vite spezzate dei giovani marinai, una metafora, attraverso i simboli della pietra e dell’acqua che la scava, del coraggio e contemporaneamente della fragilità umana di fronte all’immensità del mare.

Ci lascia un uomo e un artista al quale dobbiamo essere riconoscenti per aver rappresentato la stretta relazione fra Pesaro e il suo habitat marino al quale ci lega quel sapore salmastro che tanto amiamo, e che tanto ha ispirato l'opera così originale di Agapito Miniucchi, un uomo e un poeta della materia, forte e tenace come i suoi tanto adorati tamerici piegati sì dalla bora, ma capaci di resistere alle intemperie della vita».


   

da Anna Maria Mattioli
Presidente della Commissione Cultura 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2023 alle 11:14 sul giornale del 11 marzo 2023 - 684 letture

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