M5S sulla crisi energetica: "Stop a nuove estrazioni di gas naturale"

adriatico|petrolio|idrocarburi|trivellazioni| 2' di lettura 14/11/2022 - «La crisi energetica non si affronta incentivando nuove estrazioni di gas naturale, lo si fa invece prevedendo strumenti economici adeguati ad aumentare lo sfruttamento di fonti rinnovabili e sostenibili».

La capogruppo dei 5 Stelle in consiglio regionale, Marta Ruggeri, parte da queste premesse per spingere la giunta marchigiana a esprimere una netta contrarietà rispetto all’attuale quadro normativo su nuove estrazioni di metano, agendo sul livello governativo.

«La giunta adotterebbe un atto consequenziale – afferma Ruggeri – rispetto alla linea perseguita durante le legislature precedenti dalla Regione, che attraverso due distinte mozioni nel 2014 e nel 2015 aveva espresso dissenso prima verso le semplificazioni dello Sblocca Italia e poi verso ogni ulteriore progetto e attività di trivellazione, ricerca e coltivazione di idrocarburi nel mare Adriatico. Senza dimenticare che il maggiore ricorso a fonti energetiche rinnovabili e sostenibili, invece che alle risorse fossili, è fondamentale per contrastare la crisi climatica».

Ruggeri ha dunque predisposto una mozione che, se approvata dal consiglio regionale, vincolerebbe la giunta a presentare la richiesta formale – sia alla presidente del Consiglio dei ministri sia al Governo centrale – di non aprire le procedure per l’estrazione di gas naturale in tutta l’Italia e in particolare nel mare Adriatico, dove si concentra la grande maggioranza delle risorse. La giunta marchigiana sarebbe inoltre vincolata a trasmettere con urgenza una copia della mozione alla presidenza del Consiglio dei ministri.

«Il piano Pitesai – conclude Ruggeri – stima in circa 110 miliardi di metri cubi ipotetici le riserve di gas naturale in Italia e qualora si rivelassero effettive, coprirebbero per una ventina di mesi il fabbisogno nazionale, pari a 75 miliardi di metri cubi all’anno. Fuorviante è, inoltre, sostenere che estrarre le riserve di idrocarburi in Italia abbasserebbe il costo dell’energia, perché non si inciderebbe affatto sui criteri di calcolo adottati in Europa, dove si applica il cosiddetto prezzo marginale. L’unico modo per abbassare il prezzo dei prodotti energetici e per contrastare il riscaldamento globale è sostituire il più velocemente possibile le fonti fossili con le fonti rinnovabili e sostenibili, vera risorsa infinita e nazionale da negoziare in un mercato alternativo».


da Marta Ruggeri
Consigliere regionale M5S





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-11-2022 alle 18:43 sul giornale del 15 novembre 2022 - 512 letture

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