Crisi idrica, Biancani: “La priorità è la pulizia degli invasi, la loro capacità si è ridotta di oltre il 50%"

biancani 5' di lettura 02/07/2022 - Nel nostro territorio, e non solo, si parla sempre più spesso di siccità e crisi idrica solo quando la situazione diventa emergenziale, di solito in estate, inoltre, purtroppo anche le azioni concrete sono poche e con tempi troppo lunghi.

A settembre ho presentato una mozione sperando fosse discussa molto prima dell’emergenza, invece siamo arrivati all’estate e alle prime carenze d’acqua. Sarà discussa martedì insieme ad altre mozioni di altri Consiglieri sullo stesso tema.

La diminuzione delle piogge, legata al cambiamento climatico, rallenta il rifornimento non solo delle acque superficiali ma anche di quelle sotterranee. Molte sorgenti da cui attingiamo l’acqua si stanno lentamente esaurendo. In una provincia che per circa l’80% utilizza acqua di superficie proveniente da fiumi e invasi, questa situazione rischia di avere effetti ancora più preoccupanti.

Su questo tema serve programmazione per migliorare le reti e ridurre le perdite, anche se la vera priorità per il nostro territorio è l’approvvigionamento, ovvero l’acqua da mettere nei tubi.

Per questo nella mozione chiedo alla Regione di impegnarsi, come prima cosa, sulla pulizia degli invasi che rappresentano la principale riserva d’acqua per il territorio.

Negli anni la capacità degli invasi si è notevolmente ridotta fino a scendere di oltre il 50% della capienza originaria, passando da 2,8 milioni di mc a circa 0,9 milioni, a causa della mancata pulizia dai depositi di ghiaia e fango accumulati negli anni.

È importante, viste le continue emergenze, che la Regione solleciti ENEL Green Power, che gestisce in concessione gli invasi, l’attività di sfangamento e pulizia degli stessi prima del 2029 (anno previsto dalla convenzione). La priorità è la pulizia degli invasi perché ci consentirebbe di accumulare una maggiore quantità di acqua importante soprattutto nei momenti di maggiore criticità.

In secondo luogo c’è il tema del potenziamento e rinnovo delle reti.

Chiediamo alla Regione di investire e sostenere i progetti dell'ATO (Provincia e Comuni) volti ad una maggior interconnessione degli acquedotti provinciali.

Attualmente, infatti, solo la costa ha una rete di tubature che interconnette più sistemi permettendo di portare l’acqua dove manca. L'ATO giustamente propone di realizzazione interconnessioni anche a monte per permettere il collegamento tra i sistemi dei comuni dell’entroterra che sono quelli che più spesso, soprattutto in estate, sono costretti al rifornimento tramite autocisterne.

Occorre inoltre lavorare sulle perdite.

È stato calcolato che a livello nazionale il 30% delle reti acquedottistiche ha più di 50 anni e quindi necessita di essere sostituito. Nel nostro territorio sono anche più vecchie e si calcola che nell'immediato sono da sostituire almeno 1500 km di reti. Considerando che cambiare un km di rete costa circa 100 mila euro, per rinnovare il tratto di reti più vecchio, occorrono almeno 150 milioni di euro. Un intervento molto esteso e complesso che richiederà comunque anni e nel frattempo invecchieranno altri tratti. Quindi sarebbe solo la prima tranche di un rinnovo complessivo dal costo di almeno 500 milioni di euro.

Le perdite sono un problema soprattutto in questi periodi di crisi ma va riconosciuto che la nostra provincia è abbastanza virtuosa, visto che la media delle perdite nazionali è di 22 mc al giorno per ogni km, mentre la nostra è di 6, contro medie di altri territori che arrivano a 43mc.

È comunque evidente che per garantire l’acqua in futuro, servono già da oggi interventi importanti e costosi, per cui serve una politica chiara e mirata ad intercettare le risorse necessarie per rinnovare e potenziare la rete e sostenere le scelte che i territori stanno pianificando.

Il PNRR probabilmente non ci darà risorse sufficienti, quindi il tema dei fondi rimane aperto e occorre individuare altri canali di finanziamento. Dobbiamo essere sinceri con i cittadini, se non si trovano risorse ingenti anche dallo Stato e dalla Regione, occorrerà molto probabilmente anche intervenire sulle tariffe.

Sull’acqua incidono anche i comportamenti dei singoli. I nostri cittadini hanno un consumo pro-capite di circa 115 litri al giorno, contro una media nazionale di 200 e una dei paesi europei più virtuosi di 125, ma si può fare ancora molto. Per questo nella mozione chiedo anche che la Regione torni a finanziare progetti di sensibilizzazione ai cittadini.

Mi auguro che la Regione capisca la priorità che questo tema rappresenta per i territori e agisca in fretta visto che a differenza di altre risorse, come ad esempio l’energia, non è possibile trovare territori vicini disposti a vendere l’acqua, che manca per tutti. Quello delle crisi idrica è un problema globale che va risolto a livello locale con politiche mirate a rendere i territori autosufficienti, integrando la costante pulizia degli invasi, con reti nuove, interconnesse e buone abitudini dei cittadini.

La Regione, per evitare forti aumenti delle tariffe,

anche attraverso la nuova programmazione dei fondi europei deve prevedere delle risorse per affrontare la crisi idrica e attivarsi presso lo Stato per ulteriori canali di finanziamento a sostegno dei progetti che arriveranno dai territori.

Tutta la politica, su questo tema, dovrebbe affidarsi a chi ha competenza tecnica in questo settore per individuare le soluzioni più adatte e avere poi la forza di decidere e realizzare quanto serve.



da Andrea Biancani
Consigliere Regionale 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-07-2022 alle 19:10 sul giornale del 03 luglio 2022 - 833 letture

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