Trasferimenti e chiusura Comunità Protetta di Muraglia e reparto di psichiatria. Biancani “Le famiglie sono molto preoccupate"

andrea biancani 3' di lettura 14/06/2022 - La Regione, oltre un mese fa, ha presentato la sua proposta di ricollocazione dei reparti presenti nelle strutture sanitarie di Muraglia che saranno abbattute per costruire il nuovo ospedale. Una riorganizzazione necessaria per realizzare la nuova struttura ma che sta diventando il pretesto per togliere reparti e servizi, in modo definitivo, alla città di Pesaro.

L'accordo prevede lo spostamento definitivo da Muraglia delle Comunità Protette, del reparto di psichiatria e della struttura residenziale riabilitativa (SRR).

Il trasferimento dei 14 posti letto di psichiatria a Fano comporterà un notevole disservizio per le famiglie pesaresi e per l’intera comunità. La cosa più grave è che, senza reparto, si privano di un riferimento mendico fondamentale la rete pesarese fatta di associazioni, cooperative, fondazioni e i servizi residenziali stessi, che hanno bisogno di funzionare in maniera integrata con l’equipe di psichiatria. Un impoverimento del tessuto non solo ospedaliero ma assistenziale che i pazienti, le famiglie e la città di Pesaro non meritano.

Da oltre un mese, ho anche denunciato e ribadito più volte la netta contrarietà rispetto alla scelta, contenuta nell’accordo regionale, di trasferire da Muraglia a Mombaroccio le Comunità Protette maschile e femminile che accolgono pazienti psichiatrici non autosufficienti che le famiglie non riescono a gestire in casa. Queste due comunità, da 20 posti letto ciascuna, saranno trasferite nella nuova struttura di Mombaroccio che la Regione ha scelto di realizzare con 3,7 milioni di euro del PNRR. Questo spostamento sarà definitivo e allontanerà i pazienti dalle famiglie e da un contesto urbano e sociale strutturati, aumenterà il loro isolamento e inevitabilmente disperderà il lavoro fatto negli anni in termini di inclusione, recupero, autonomia e socializzazione.

Criticità che non possono essere taciute e che ho denunciato da subito, appena venuto a conoscenza dell'accordo e che vengono confermate dalle famiglie che, in questi giorni, stanno giustamente sollecitando tutti gli enti interessati a rivedere questa decisione.

Ad essere preoccupate sono anche le famiglie dei pazienti della Struttura Residenziale Riabilitativa, dove si effettuano percorsi personalizzati volti al recupero dell’autonomia dei pazienti, insegnando a gestire le proprie patologie, le crisi e le terapie. Anche questo servizio è fortemente legato al contesto sociale del territorio, dove il paziente può socializzare con la comunità e mettere alla prova la sua autonomia. Lo spostamento dei 18 posti letto a Galantara isolerà i pazienti che non avranno più un quartiere intorno in cui socializzare, riducendo l’efficacia dei percorsi riabilitativi.

La cosa che lascia più l’amaro in bocca è che questi trasferimenti sono l’effetto evidente di una strategia regionale che non parte dalle esigenze delle persone e delle famiglie e che, probabilmente, punta a ridurre i servizi a Pesaro.

Le soluzioni ci sarebbero, tanto che ho proposto più volte di usare i fondi del PNRR per recuperare la parte dell’ex manicomio a carico della Regione, destinata proprio a servizi ASUR, o di ragionare con il Comune di altri spazi e terreni pubblici, compresa la possibilità di utilizza gli spazi che si libereranno al San Salvatore con il nuovo ospedale. Sia il reparto di psichiatria, sia i servizi di residenza protetta, che erano a Pesaro e ora saranno trasferiti fuori dalla città, si potevano quindi mantenere recuperando vecchie strutture, già pubbliche. La regione però ha scelto di andare in affitto e delocalizzare, spendendo risorse e peggiorando la qualità dei servizi.



da Andrea Biancani
Consigliere Regionale 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-06-2022 alle 11:19 sul giornale del 15 giugno 2022 - 945 letture

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