Venti anni senza Franco Bucci, appuntamento in Pescheria per ricordare la figura del ceramista e designer pesarese

Franco Bucci 5' di lettura 26/05/2022 - Domenica 29 maggio alle 18.30 al Centro Arti Visive Pescheria, a 20 anni dalla scomparsa, un appuntamento dedicato a Franco Bucci (Colbordolo, 1933 - Pesaro, 2002) - ceramista e designer fra i più importanti del secondo novecento italiano - promosso dall’Archivio Franco Bucci con il Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e la Fondazione Pescheria.

Il titolo dell’evento - Abbiamo bevuto dalle tue brocche” - è ispirato dai versi della poesia “In morte di Franco Bucci” che Gianni D’Elia ha scritto il 4 maggio 2002. In quel giorno, Pesaro ha perso uno dei protagonisti del fermento culturale degli ultimi decenni del ‘900: un grande ceramista, imprenditore e artigiano che ha portato nel mondo il nome della nostra città attraverso il suo marchio Laboratorio Pesaro, imponendo uno stile inconfondibile che ha unito - sotto forma di oggetti d’uso - tradizione e innovazione, concretezza e creatività, caratteristiche che appartengono al nostro territorio che Franco ha tanto amato e nel quale è vissuto tutta la vita.

L’appuntamento di domenica, voluto e ideato da Viviana Bucci – figlia del ceramista – e dal nipote Tommaso Bartolucci (curatori dell’Archivio Franco Bucci), sarà l’occasione per ricordarne la figura a tutto tondo. Franco Bucci verrà “raccontato” attraverso un video contenente materiali inediti e la voce di amici e collaboratori che porteranno interventi e testimonianze. Sarà dunque un importante momento di conservazione della memoria di un uomo ma soprattutto di un periodo che ha fatto grande Pesaro e ha gettato le solide basi per quei successi e riconoscimenti che oggi la città sta ottenendo. Non mancherà un momento conviviale, con un buon bicchiere di rosso come sarebbe piaciuto a lui.

Si ringraziano: Laboratorio Pesaro, Solo Buon Vino Enoteca di vino solo naturale Pesaro.

Franco Bucci (1933-2002)

Nato a Colbordolo il 7 marzo 1933, frequenta l'Istituto d'Arte di Pesaro dove si diploma nel 1953 come Maestro d'Arte nella sezione metalli e ottiene subito il posto di insegnante della sezione smalti su metalli. Anche se la sua fama è legata alla ceramica, il primo amore di Bucci è il rame smaltato al quale si dedica (non ancora ventenne) inizialmente nella soffitta della casa materna e poi nel laboratorio “Mastro 3”, gruppo che fonda nei primi anni ‘50 con Paolo Sgarzini e Vladimiro Vannini cui si aggiunge più avanti Aldo Jacomucci. Nel 1961 fonda - insieme a Giovan Battista (Nanni) Valentini, Filippo Doppioni e Roberto Pieraccini - il "Laboratorio Pesaro", centro di produzione artigianale per la ceramica e il rame smaltato. Nel 1966, il Laboratorio Pesaro si scioglie come entità di gruppo e prosegue sotto l'esclusiva direzione artistica e tecnica di Franco Bucci fino al 1995. La produzione di rame smaltato (affiancata a quella della ceramica) è attiva fino al 1970 quando viene sospesa per gli alti costi del materiale e anche perché in quegli anni veniva troppo spesso identificata con prodotti di bigiotteria che molto si allontanavano dalla ricerca di Bucci verso il design e l’oggetto d’uso. Nel 1969, per incarico dell'O.N.A. (Office National de l'Artisanat) del Governo della Tunisia, impianta la produzione del rame smaltato in Tunisia.

Nel 1970, assume l'incarico di designer presso l'industria ceramica Villeroy & Boch di Mettlach, Germania. Nel 1972 assume l'incarico di designer presso le Ceramiche Iris dove conosce Gianni Sassi, art director del Gruppo. Fra i due nasce una lunga amicizia che sfocerà in una serie di importanti progetti, fra cui "I piatti della poesia" (1988), un’edizione a tiratura limitata di poesie impresse su un piatto piano. All’operazione partecipano alcuni tra i più importanti esponenti della letteratura, della musica e dell'arte d'avanguardia: Nanni Balestrini, John Cage, Juan Hidalgo, Jean Jacques Lebel, Walter Marchetti, Antonio Porta e Luigi Ballerini (il cui piatto, inedito, ha un disegno di Eliseo Mattiacci). Nel 1981 è autore, insieme a Paolo Volponi, Franco Martelli e Mauro Tamburini (che realizza le fotografie), del volume Fratterosa dedicato alla storia della produzione popolare di oggetti d’uso in ceramica del piccolo comune in provincia di Pesaro e Urbino. Nel 1987, inizia la sperimentazione e la ricerca tecnico-artistica per la realizzazione di lastre in ceramica monolitiche fino alla dimensione di 2x1 m, con un impasto di sua invenzione registrato col nome di "Ipergres Monolite", ottenendo risultati pressoché unici. Nel 1995 cede la sua azienda ‘Laboratorio Pesaro’ mantenendone la direzione artistica fino al 1998.

Nel 1989 inizia una nuova esperienza: con il nome ‘Atelier Franco Bucci" apre nella sua ormai "storica" sede a Cattabrighe (una vecchia fonderia) un laboratorio e punto vendita di pezzi unici, piccole serie in ceramica e altri materiali. Oltre a questo, offre rapporti di consulenza alle aziende sotto forma di ricerca sui materiali, sulle tecnologie produttive e sul progetto e la realizzazione di prototipi. Nel 2000 mette a punto un nuovo materiale chiamato "Stonefire": un impasto altamente pirofilo, resistente alla fiamma e agli shock termici, con cui realizza una linea di pentole e bollitori. Parallelamente inizia un percorso di ricerca sulla porcellana, con la quale crea delle piccole tessere decorate a graffito, a pennello o a decalcomania, che utilizza per comporre mosaici. Nel 2001, dopo un lungo e complesso progetto volto a tutelare e rilanciare le antiche radici di produzione di ceramiche d’uso a Fratterosa, realizza il Museo delle Terrecotte che viene inaugurato a giugno 2002, un mese dopo la sua scomparsa: Bucci muore il 4 maggio a 69 anni.

Ingresso gratuito






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-05-2022 alle 10:21 sul giornale del 27 maggio 2022 - 660 letture

In questo articolo si parla di attualità, pesaro, Comune di Pesaro, franco bucci, comunicato stampa

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