Consiglio comunale monotematico “Politica sanitaria e realizzazione nuovo ospedale”: intervento del Segretario Bellucci

7' di lettura 04/05/2022 - Di seguito l’intervento del consigliere e segretario Pd Pesaro Giampiero Bellucci durante il consiglio monotematico di oggi.

«In questi anni la sanità regionale ha subito tagli e troppi cittadini marchigiani si sono sentiti abbandonati. Occorre far recuperare qualità, diffusione territoriale e competitività al nostro sistema sanitario per riconquistare la fiducia dei cittadini, garantendo parità di servizi e diritti alla salute in tutti i territori delle Marche.», questo si legge nel vostro documento di programma presentato in sede di campagna elettorale del 2020.

Un’analisi chiara, un messaggio rassicurante: i marchigiani votando lei e la sua coalizione non si sarebbero più sentiti abbandonati, perché i servizi tagliati sarebbero ritornati nei territori, con il diritto alla salute uniformemente distribuito.

Infatti ulteriore rassicurazione la si aveva da un altro paragrafo del programma che riportava: «Maggiore equilibrio della rete ospedaliera, evitando concentrazioni e con una diffusione nel territorio, per soddisfare il bisogno di salute di tutti i cittadini in tutte le comunità in modo paritario, anche in termini di spesa pro-capite».

Il mio sarà un intervento da cittadino, da chi aspetta gli esiti di queste promesse. La campagna elettorale è finita, oggi non siamo qui per raccogliere voti, siamo qui per confrontarci e dare voce ai cittadini. Io cercherò di fare questo, partendo dalle vostre riflessioni, dal vostro programma.

Dice, il vostro programma, parlando di ospedali: «Evitare le concentrazioni».

È chiaro che si faceva riferimento particolare al progetto del nuovo ospedale di Marche Nord di oltre 600 posti letto, che viene presentato come predatorio rispetto ai territori.

Però vorrei aprire una parentesi per arrivare poi alle domande. L’ospedale previsto di Marche Nord era una struttura cosiddetta di II livello, in base al Decreto Balduzzi. Su questo serve chiarezza: II livello non vuol dire inferiore rispetto al I livello.

II livello significa questo:

Presidi ospedalieri di II livello (bacino di utenza 600.000-1.200.000 abitanti), dotati di D.E.A. di II livello e di strutture che attengono anche alle discipline più complesse;

Il D.E.A. di II livello può comprendere una o più delle unità operative specialistiche integrative di: chirurgia vascolare, cardiochirurgia, chirurgia toracica che deve garantire il servizio di endoscopia toracica, chirurgia pediatrica, neurochirurgia, altre chirurgie specialistiche. Il bacino di utenza di Marche Nord non arriva a 600.000 abitanti almeno.

Ma allora perché questa forzatura? Il Piano Sanitario Regionale del 2019 che prevedeva questo era sbagliato, forzava il Decreto 70?

No. La risposta non è subito evidente ammetto, ma la si evidenzia dalla tabella del rapporto posti letto su 1000 abitante a pag. 180 del Piano Sanitario 2019.

Se la guardiamo vediamo che l’area vasta 1 ha un rapporto di 2,75 contro lo standard nazionale che è di 3,7, cioè Area vasta 1 (provincia di Pesaro e Urbino) che ha attualmente 1010 posti letto totali ne dovrebbe avere 1.332, cioè oltre 320 posti letto in più.

Apro e chiudo parentesi, il rapporto attuale è di 2,7 per Pesaro e Fermo, 3,7 per Macerata e Ascoli, 4,4 per Ancona.

La strategia alla base dell’ospedale di II livello di Marche Nord, trovava una compensazione in termini di budget, attraverso il contenimento del rapporto di posti letto/1000 abitanti. Cioè meno posti letto nella nostra Provincia, in cambio di un ospedale pensato per un bacino di utenza superiore, per dare le risposte urgenti al nostro territorio:

- Consolidare il ruolo dell’Azienda speciale Marche Nord;

- Reparti specialistici per il nord della regione;

- Per ridurre la mobilità passiva;

- Per attrarre professionisti e specialisti .

Premessa doverosa, ma non siamo stati convincenti né nel racconto né nell'attuazione.

Quello che avete scritto nell’incipit è quello che avete raccontato, Marche Nord avrebbe mangiato la sanità delle aree interne, privato di servizi i territori, ecc.

Ma adesso le chiedo:

Che cosa pensate dell’esperienza dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord?

Come pensate di soddisfare il bisogno di salute in tutte le comunità in modo paritario?

Dove pensate di realizzare 320 posti letto (strutture per acuti e post-acuzie) nella provincia di Pesaro, affinché - come avete scritto - ci sia anche una spesa pro-capite paritaria nei territori?

Il bacino di utenza del territorio di Pesaro è di circa 150.000 abitanti (il bacino di Pesaro con i comuni dell’ATS1), senza Fano per intenderci: il nostro territorio avrebbe diritto in base al decreto Balduzzi a 450 posti letto ospedalieri. Il nuovo ospedale di Pesaro è di soli 380: pensate di realizzarne uno di 70 posti letto a Vallefoglia o a Tavullia?

Per i posti letto viene dato come riferimento alle Regioni un limite di 3 posti letto per acuti ogni mille abitanti e di 0,7 per la post-acuzie – e quindi la lungodegenza e la riabilitazione più quelle attività che pur non essendo classificate come ospedaliere hanno una tariffa superiore ad un certo valore per giornata.

Ovviamente la parte politica di cui faccio parte, ha cercato le risposte e di incalzarvi sui temi, sugli impegni e le promesse. Il ritornello solito che ci avete rimandato è sempre stato lo stesso: avete governato per anni, queste sono le conseguenze del vostro malgoverno.

Ma in questi 18 mesi di governo, sono emerse le difficoltà di attuazione del vostro programma. A cominciare dal reperimento di nuove figure professionali. L’avere puntato sulla sanità capillare, per campanili, non convince medici e operatori sanitari: la direzione della sanità è un’altra. La difficoltà sul personale è cronica da anni, diventata emergenza con la pandemia. Chi può scegliere, guarda orizzonti di sanità moderna, integrata, strutturata, di eccellenza.

È nelle cose adottare strategie di efficientamento organizzativo, di trattamenti economici congrui per alcune figure di particolare rilievo sanitario (come l’emergenza, le guardie mediche). Ci sono emergenze nate in questi mesi, che attendono risposte.

A cominciare dai servizi di emergenza, dei pronto soccorso, delle guardie mediche.

Le chiedo:

Come intendete garantire i servizi di continuità assistenziale?

Lle guardie mediche con 1 solo medico (come quella di Pesaro) pensate debbano essere il modello?

Città a vocazione turistica possono sentirsi sicure con guardie mediche promesse solo per luglio e agosto?

Ultimo capitolo.

Il San Benedetto, una opportunità per il recupero e la sua funzione in termini di servizi sanitari.

Va riconosciuta alla sua giunta la collaborazione con il Comune per iniziare un percorso con i fondi dei Progetti per la qualità urbana (PINQuA).

L’immobile è di proprietà dell’Asur, per cui Lei penso avrà voce in capitolo. Il buon esito del PINQuA sulla parte del corso XI Settembre crea il concreto problema che non si può fare un intervento così strutturale solo su una parte dell’immobile, lasciandone oltre una metà, pericolante.

Nello stesso tempo l’Accordo di Programma di questi giorni propedeutico per l’avvio del progetto del nuovo ospedale di Muraglia, prevede lo spostamento di tanti servizi in strutture esistenti, riducendone in parte le funzioni attuali (se la RSA Tomasello va a santa Colomba, avremo meno posti letto di Residenza Protetta per Anziani). Ma così, mi viene da dire, “ci impoveriamo”.

Ritorna essenziale la possibilità di una risposta dal San Benedetto, in cui sono previsti per l’Asur circa 7000 mq di spazi disponibili.

Le chiedo:

Dopo avere rinunciato ai fondi del PNRR, avete una strategia economica per far sì che tutto il complesso possa essere recuperato e uscire dal degrado?

Ci sono servizi sanitari che saranno smantellati a Muraglia e trasferiti altrove entro il 2024. Il San Benedetto per allora non potrà essere pronto. Ma secondo lei potrà essere possibile costruire una strategia per pensare il San Benedetto per la sua consistente capacità di spazi come sede del Distretto sanitario o Casa della Comunità e nello stesso tempo capace di contenere diversi dei servizi che saranno spostati da Muraglia (penso alle comunità protette, ai servizi psichiatrici ambulatoriali, centro salute mentale, ADI, ecc.)?

Mi fermo. Un tema importante è anche il futuro del complesso del San Salvatore. Che fare in quegli spazi? Già lo abbiamo scritto, nel programma di PESARO2030. Una Cittadella per la Terza età con risposte plurime, da servizi a residenze, a socialità. Non mi soffermo perché già sono stato lungo. Avremo tempo per ritornarci sopra.


   

da Pd Pesaro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-05-2022 alle 17:01 sul giornale del 05 maggio 2022 - 592 letture

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