Centro regionale per l’Autismo di Pesaro, Biancani “Famiglie stanche di aspettare, urgente accelerare l’iter per attivare la struttura”

biancani 3' di lettura 01/04/2022 - In questi giorni sia in Aula che sulla stampa ho ribadito di non condividere la scelta della Regione di abbinare al Centro per l’Autismo, previsto in via Vatielli dal 2019, e la nuova Centrale Operativa Territoriale (COT), finanziata dal PNRR.  

Il dibattito si sta trasformando sempre più in una mera contrapposizione e questo non è corretto verso le famiglie delle persone con disturbi dello spettro autistico a cui non interessa lo scontro bensì che il servizio venga attivato quanto prima. Quindi non è mia intenzione continuare a polemizzare sulle compatibilità dei due servizi.

Se oggi i tecnici hanno cambiato idea rispetto al 2019 e hanno dichiarato che i due progetti sono compatibili e forse non serve demolire la vecchia struttura, bene, ne prendo atto, anche se dai sopralluoghi del 2019 era sempre stata dichiarata la necessità di una struttura nuova, per garantire spazi pensati per il Centro per l’Autismo. Un centro del genere, infatti, è molto delicato e non si può realizzare in qualsiasi tipo di struttura, ma servono spazi pensati su misura.

Arrivati a questo punto spero solo che si proceda velocemente, anche se ribadisco le mie perplessità rispetto alla scelta di non demolire e ricostruire la struttura, e soprattutto rispetto alla scelta di mettere insieme in un'unica struttura servizi così diversi, come un centro di accoglienza e assistenza e un semplice ufficio di coordinamento che poteva essere inserito ad esempio all’interno del nuovo edificio che sembra che l'ASUR stia cercando di affittare in città per nuovi servizi. La COT è il tipico esempio di servizio che dovrebbe trovarsi all’interno di una Casa di Comunità eppure viene messa in un centro per l’autismo.

Centro per l’Autismo e COT possono essere tecnicamente compatibili ma si tratta di un abbinamento che ha poco senso in ottica di ottimizzazione dei servizi. L'obiettivo a Pesaro dovrebbe essere, invece, una razionalizzazione dei servizi creando una vera e propria Casa della Comunità (ex Casa della Salute) che possa tenere insieme tutti i servizi ASUR al cittadino. Ma alla luce di queste scelte sembra che nel prossimo futuro i servizi socio-sanitari continueranno ad essere frammentati in tutta la città, creando problemi a molti cittadini che non sempre sanno a quale sede rivolgersi per le diverse problematiche.

Qualora poi si pensi di spostare la COT in futuro saremmo di fronte veramente ad uno spreco di risorse, perché spenderemo soldi del PNRR per attivare un servizio in un luogo da cui pochi anni dopo lo trasferiremo.

Detto questo, se per i tecnici i due servizi possono convivere, mi auguro che la progettazione sia veloce. Il Centro è stato previsto nel 2017, con uno stanziamento complessivo di 800 mila euro. La struttura è stata individuata nel 2019 dopo diversi sopralluoghi a cui ho preso parte personalmente. Da fine 2019 a settembre 2020 al governo c’era la giunta precedente che non è riuscita ad avviare la progettazione. Da ottobre 2020, seppur a seguito di una mia interrogazione il nuovo governo regionale aveva dichiarato di voler procedere velocemente, ad oggi, il progetto ancora non c’è.

Mi auguro che, trattandosi di un obiettivo condiviso sia dalla maggioranza che dall'opposizione, in pochi mesi la Regione presenti il progetto al Comune per fare la variante. Le famiglie e la città sono stanche di aspettare e non meritano ulteriori ritardi. Mi sembra già troppo aver aspettato quasi 3 anni dall’individuazione del sito all’affidamento della progettazione.


da Andrea Biancani
Consigliere Regionale 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-04-2022 alle 20:29 sul giornale del 02 aprile 2022 - 377 letture

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