Pd e cittadini pesaresi al fianco di tutti gli operatori sanitari e del dottor Gnudi

pd pronto soccorso 6' di lettura 31/03/2022 - Rappresentanti PD, militanti, iscritti e cittadini, nessuno è escluso quando si parla di sanità. In tanti, infatti, questa mattina si sono riuniti al nostro grido d’allarme - quello promosso dal Partito Democratico locale - nei confronti di una gestione inadeguata della sanità nella città. Il tutto in occasione delle tristi dimissioni dell’ex primario Umberto Gnudi, a cui abbiamo voluto manifestare la nostra vicinanza e il nostro supporto durante il suo ultimo giorno di lavoro al pronto soccorso di Pesaro.

“Questa mattina siamo tutti riuniti qui, davanti al nostro pronto soccorso - ha sottolineato il Segretario comunale PD Giampiero Bellucci - per tre motivi principali: Il primo è come segno di vicinanza al dottor Gnudi, per il suo ultimo giorno di lavoro come direttore del pronto soccorso di Pesaro. In secondo luogo sottolineiamo come il nostro intento non sia quello di tifare contro o a favore di qualcuno, ma anzi, ci teniamo ad augurare un buon lavoro al nuovo primario Giancarlo Titolo e a tutto il suo staff per l’impegno che, siamo sicuri, interpreteranno a dovere. Infine - continua Bellucci -, segnaliamo la nostra profonda preoccupazione per la gestione dei servizi ospedalieri del territorio da parte della Giunta regionale, che non sta sfruttando le occasioni del PNRR ma che vediamo, invece, molto attiva nello smontare, pezzo per pezzo, il progetto sanitario previsto per la città senza stabilire un nuovo piano. Assistiamo continuamente a medici e operatori sanitari che annunciano le loro dimissioni, a guardie mediche che continuano a chiudere, ad un servizio sanitario che vacilla e che ci preoccupa. Serve una visione sul futuro che va condivisa con i territori, una aperta capacità di ascolto e non emarginare chi solleva carenze"

Le dimissioni del dottor Gnudi, arrivate dopo quelle del suo “braccio destro”, la dottoressa Francesca Padiglione sottolineano come la situazione sia completamente fuori controllo e la Regione Marche attualmente non sia in grado di affrontare le problematiche legate alla sanità del territorio. Ad oggi, la Giunta regionale del Presidente Acquaroli non ha migliorato nulla, ha solo trasferito o chiuso reparti e guardie mediche a Pesaro e in tanti comuni della provincia. La Regione non ha trovato nemmeno i 13 medici promessi per il pronto soccorso. Situazione che obbligherà, vista la continua carenza di personale, tutti gli operatori a turni estenuanti che si accodano ad anni già difficili e complicati come quelli da cui stiamo provando ad uscire.

"La nostra indignazione - ha spiegato la capogruppo PD, Anna Maria Mattioli - oggi è verso la Direzione regionale che decide sulla Sanità. Con una mozione urgente votata all’unanimità in Consiglio Comunale, era stato chiesto all’assessore Saltamartini un immediato interessamento in merito alla necessità di assunzioni di nuovo personale medico e paramedico al Pronto Soccorso e un dignitoso riconoscimento retributivo. Quando si è insediata la nuova giunta regionale di Acquaroli, i medici al Pronto Soccorso di Pesaro erano 38 e oggi arriviamo ad averne solo 17. A rendere merito al dottor Gnudi, ci penseranno il Sindaco e il Consiglio comunale nelle opportune sedi. Mentre grazie al nuovo governo regionale scenderemo a 17 medici senza riuscire a coprire i turni, con l’inevitabile allungamento delle ore di attesa dei cittadini prima di essere curati. E faccio presente che - continua Mattioli - siamo tutt'oggi senza guardia medica per l’assistenza notturna e festiva quindi chi sta male va per forza al pronto soccorso. Situazione insostenibile.”.

Mentre aumenta la carenza di medici e si allungano le attese dei cittadini, a preoccuparci maggiormente è il silenzio, che continua a protrarsi anche a distanza di mesi, dei consiglieri regionali di maggioranza del territorio pesarese che pare non si rendano conto del difficile momento in cui riversano i nostri medici e infermieri.

“Il problema del pronto soccorso di Pesaro, unito alla chiusura delle guardie mediche, crea gravi disagi ai cittadini di tutta la vallata del Foglia e sono simili a quelli che interessano l’area di Fano e Urbino, segno che, finita la campagna elettorale, la destra ha dimostrato che una strategia sulla sanità non ce l’ha e a rimetterci sono i cittadini - ha spiegato il responsabile organizzazione PD Provinciale e presidente Assemblea PD comunale Timoteo Tiberi -. In 2 anni la distanza tra cittadino e sanità è aumentata. La destra ha parlato per anni di sanità territoriale e ora che governa ha chiuso le guardie mediche in quasi tutti i piccoli comuni, dove sono uno dei presidi più importanti e non riesce a sostituire i medici di famiglia che vanno in pensione, lasciando scoperti interi Comuni. Questo spinge le persone verso i Pronto Soccorso delle città, anche per problemi lievi, ma lì non c’è personale e si allungano le file di chi attende le cure. I piccoli ospedali - ha continuato Tiberi - che si volevano riaprire e potenziare comunque non avranno il Pronto Soccorso quindi rimane la domanda di dove va chi ha un’emergenza. Senza aver dato seguito al progetto di un grande ospedale di eccellenza che facesse da perno proprio per le emergenze e le alte specializzazioni il rischio è che la situazioni nei prossimi anni peggiori solo, perché ormai è chiaro, dopo il gesto di Gnudi e i bandi di assunzione deserti, che i medici fuggono dalle cattive gestioni e non sono attratti dai piccoli ospedali dove non hanno mezzi per lavorare al meglio. Se ancora riusciamo a garantire cure pubbliche - ha poi concluso - e di qualità lo dobbiamo ai sacrifici che fa quotidianamente il personale, che andrebbe aiutato e non condannato quando segnala i problemi che vive ogni giorno”.

Presente al presidio anche il consigliere regionale Andrea Biancani che ha sottolineato come la situazione sanitaria del territorio sia ferma: “L’ultima interrogazione da noi fatta è datata dicembre 2021, dove la situazione si presentava nettamente migliore ad adesso. Nessun medico, già promesso in precedenza, è stato aggiunto allo staff del S. Salvatore. Abbiamo una carenza continua dettata dalla mala gestione della sanità locale. Oggi - conclude Biancani - l’ospedale di riferimento per tutta la provincia rischia di doversi appoggiare a medici provenienti da realtà private. Ora la vera problematica è di tutta la sanità che rischia di non riuscire a garantire l’eccellenza e la qualità”.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2022 alle 13:06 sul giornale del 01 aprile 2022 - 2156 letture

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