La fede e la musica chiamano a raccolta Pesaro: concerto di beneficienza per i profughi ucraini

3' di lettura 31/03/2022 - Saranno ancora una volta le note a cercare di portare – almeno per un istante –armonia nell’immensa complessità di un’epoca che si sta rivelando sempre più squilibrata e indecifrabile.

Su un’iniziativa “corale” della Caritas insieme al Polifonico Jubilate di Candelara, anche per questa impegnativa Quaresima, si troverà il modo di coniugare la preghiera, l’arte e la solidarietà più sentita e sincera verso i fratelli e le sorelle che, dall’Ucraina, stanno raggiungendo il nostro porto più sicuro, sperando in un futuro ‘normale’ per le loro famiglie.

Su una composizione giovanile di Johann Sebastian Bach (1685-1750): “Actus Tragicus” e, in parallelo, la cantata di Heinrich Schütz (1585-1672): “Die Sieben Worte Jesu Christi am Kreuz” (Le sette parole di Gesù Cristo in croce), si muoveranno le voci, i gesti e i respiri di Willem Peerik alla direzione, del Coro Jubilate di Candelara con l’Orchestra Barocca del Festival Musicae Amoeni Loci. I solisti, che raggiungeranno la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Pesaro, saranno il soprano Alida Oliva, il mezzosoprano Giada Cambioli e il basso Markus Köhler, ospiti affezionati dei palcoscenici estivi del Festival di Musica Antica organizzato dalla ‘compagine’ candelarese.

Dopo le innumerevoli difficoltà dovute alla pandemia, in questo anticipo pasquale del Festival (a declinazione sacra e liturgica), si aggiunge uno scenario ‘apocalittico’, cioè svelante, rivelatorio: l’ennesima fase egoico-bellica dell’umanità che sta producendo soltanto paura, povertà, rovine e devastazioni, troverà in Cristo, Via, Verità e Vita, l’unica relazione generativa di altre relazioni, l’alternativa imprescindibile e la soluzione perfetta.

L’appuntamento musicale al Duomo di Pesaro fissato per la serata del 2 aprile, sarà l’ennesima celebrazione del periodo transizionale dal Deserto, alla Passione, alla Morte e alla Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, che secondo le scritture viene per convertire le spade in aratri (Isaia 2), per disarmare il pungiglione velenoso del maligno e per dire l’ultima Parola misericordiosa sull’éskatos, cioè sul destino finale dell’uomo. “Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit” (Il tempo di Dio è il tempo migliore di tutti i tempi) intitola Bach la sua cantata conosciuta come Actus Tragicus, proprio ad indicare il passaggio della fine del tempo nel mistero dell’eternità, del già e non ancora.

La Caritas di Pesaro offre un’opportunità multiforme per tutta la nostra Diocesi: la possibilità di riunirsi per l’ascolto di ottima musica, per riflettere teologicamente e spiritualmente sul tempo di una nuova Pasqua e per praticare la virtù della Carità, cioè dell’Amore: l’unica cosa che possiamo praticare, qui e ora, per i nostri amici dell’Ucraina, l’unica cosa che porteremo con noi e che resterà per sempre dal momento dell’abbraccio con il nostro Padre e Creatore e l’unico metro con cui saremo giudicati. Gesù ci chiederà quanto avremo amato e ci farà vedere anche questo piccolo bicchiere d’acqua che abbiamo potuto porgere a chi ne aveva bisogno, alla sera di un qualsiasi fresco sabato d’aprile della nostra vita.


   

da Coro Polifonico Jubilate di Candelara





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2022 alle 09:08 sul giornale del 01 aprile 2022 - 964 letture

In questo articolo si parla di attualità, pesaro, comunicato stampa, profughi ucraini

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