Profughi ucraini, oltre 650 in provincia: la questura spiega come fare per ospitarli

polizia questura ucraini 2' di lettura 18/03/2022 - Sono sempre di più gli ucraini che fuggono dalla guerra e raggiungono anche il nostro territorio. Ad oggi i numeri parlano, ufficialmente, di 654 profughi registrati in Provincia di Pesaro e Urbino e parliamo soprattutto di donne, bambini e anziani. Di questi ben 420 sono distribuite nelle città di Pesaro e Fano.

“Queste persone, tra i quali i bambini rappresentano almeno il 50% - precisa il questore di Pesaro e Urbino Michele Todisco – sono ospitati dai privati che hanno dato disponibilità di accoglienza. Pesaro e Fano accolgono la maggior parte di loro anche perché le stesse donne con i loro figli preferiscono restare in queste città della costa anziché spostarsi nei centri dell’entroterra».

La generosità e lo spirito di accoglienza sul territorio si sta dimostrando notevole ma certo l’emergenza è davvero grave e se il conflitto non cessa bisognerà continuare a organizzarsi per un arrivo sempre più massiccio.

“Come Ufficio immigrazioni della Questura – spiega il dirigente dell’ufficio Antonio De Falco – abbiamo dovuto ricorrere a misure straordinarie per far fronte al flusso. A

Pesaro uffici aperti per loro il martedì e giovedì pomeriggio e il sabato mattina. Aperture dedicate a questa emergenza anche per gli sportelli di Fano e Urbino. Abbiamo predisposto un link del nostro sito dedicato a tutte le informazioni, i documenti e le procedure per l’accoglienza».

I cittadini ucraini possono, in misura straordinaria, entrare nella Comunità Europea in esenzione di visto e non hanno necessità di chiedere il permesso di soggiorno, gli basta avere il passaporto biometrico con il timbro di uscita. Se non ha il timbro deve presentare la dichiarazione di presenza in Questura o nei Commissariati. Dal giorno di entrata in Unione Europea decorrono i 90 giorni di validità dei documenti.

Per quanto riguarda l’aspetto sanitario i profughi sono obbligati al tampone (molecolare o antigienico) entro 48 ore dal loro arrivo e 5 giorni di auto sorveglianza. I distretti Asur del territorio hanno predisposto drive per tamponi e vaccinazioni dal momento che la percentuale di vaccinati è bassa o non hanno vaccini riconosciuti in Europa.

Queste informazioni sono importanti anche per coloro che desiderano accogliere in casa questi profughi: infatti il cittadino italiano che ospita uno o più rifugiati è obbligato a fare denuncia in questura dove troverà i moduli da compilare o tramite pec. Costui ha 48 ore di tempo dall’accoglienza in casa. La mancata denuncia fa scattare una sanzione amministrativa che va dai 150 a 600 euro.

Tutte le informazioni necessarie si possono trovare, on line: clicca qui

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Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2022 alle 12:35 sul giornale del 19 marzo 2022 - 2016 letture

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