Pronto Soccorso, Biancani: "Nonostante le rassicurazioni il personale non è mai arrivato"

Pronto soccorso ospedale san salvatore pesaro 4' di lettura 14/02/2022 - "A dicembre erano stati promessi rinforzi immediati. Sono passati 2 mesi e la situazione è solo peggiorata. La domanda che mi faccio è: cosa aspetta Asur a definire le prove selettive e le graduatorie? Siamo in emergenza, occorre accelerare", commenta il consigliere regionale Andrea Biancani.

"A dicembre 2021 avevo presentato una interrogazione e in aula era stato annunciato che ci sarebbe stato il reclutamento in tempi brevi di 8 medici di emergenza-urgenza e 5 medici di altre specialità da impiegare nel Pronto Soccorso di Pesaro.

Ad oggi, a due mesi di distanza, il bando per i medici di emergenza-urgenza portato avanti da ASUR (av4), che prevedeva 8 medici in più al pronto soccorso di Pesaro con contratto a tempo indeterminato specializzati in medicina d'emergenza o in specialità equipollenti, è uscito ma le procedure non sono ancora concluse.

Nel frattempo, Marche Nord, per individuare gli atri 5 medici di altre specialità compatibili con il Pronto Soccorso ha fatto un bando a tempo determinato che, purtroppo, è andato deserto.

Probabilmente anche perché gli interessati aspettano il bando asur regionale che è a tempo indeterminato e che prevede 8 posti x Marche Nord.

Voglio prima di tutto esprimere la mia solidarietà a questi lavoratori che, da sempre, sono in prima linea in ogni emergenza, e che da quasi due anni affrontano anche l'emergenza covid, con tutti i disagi organizzativi e sanitari che ne sono derivati.

I pronto soccorso delle Marche, compreso quello di Pesaro, sono in affanno e hanno bisogno di rinforzi immediati. A Pesaro, il 1 gennaio 2020 al pronto c'erano 38 medici. Dal 1 maggio 2022 ne rimarranno 22.La situazione è insostenibile.

Un problema che si ripercuote in tutti i reparti. Infatti i medici degli altri reparti a turno devono oprire i turni anche del Pronto soccorso creando problemi ai loro reparti di appartenenza aumentando I tempi di attesa.

È evidente che qualcosa non sta funzionando nel sistema sanitario. In primo luogo, troppi medici di emergenza-urgenza stanno lasciando il posto per l’eccessivo e continuo stress legato al loro lavoro; in secondo luogo le borse di studio per questa specialità non vengono assegnate per scarsità di domande, infine, i bandi aperti per nuove assunzioni in questa specialità vanno deserti.

Ho approfondito la questione ed è emerso che, in effetti, alle condizioni attuali, emergenza-urgenza è una specializzazione poco appetibile per i medici. Infatti, oltre al maggior carico di stress, un medico di emergenza-urgenza a volte prende anche meno dei colleghi di altre specialità.

Per questi medici, oltre a stipendi a volte più bassi, è anche impossibile esercitare la libera professione. Uno specialista che lavora in ospedale solitamente può, oltre al suo lavoro da dipendente, svolgere anche la libera attività professionale intra ed extra moenia. Al contrario il medico di emergenza-urgenza ha, in pratica, un vincolo di esclusività con la struttura e non può o riesce a svolgere la professione esterna. Questo anche per la peculiarità della disciplina, che non è una specialità che si può svolgere in uno studio privato nella quotidianità. Una situazione simile in sanità la si ritrova negli anestesisti-rianimatori.

La Regione deve impegnarsi a riconoscere la professione del medico di emergenza-urgenza tra le professioni usuranti o che creano tra i lavoratori un aumento delle tensioni.

Alla luce di queste considerazioni e del carattere di esclusività con la struttura ospedaliera in cui operano, senza possibilità di libera professione aggiunta, ritengo che gli vada subito riconosciuto un maggior compenso. Ritengo, inoltre, sia importante riconoscere una maggiore indennità a tutto il personale che lavora nell'emergenza-urgenza.

Non possiamo aspettare la modifica del contratto nazionale. Deve essere la Regione ha trovare una soluzione per aumentare le indennità dei medici del Pronto Soccorso,

La Regione deve studiare soluzioni tecniche per dare un maggior riconoscimento economico a questi professionisti, altrimenti, nel lungo periodo, sarà sempre peggio, col rischio di dover chiudere qualche Pronto Soccorso regionale. Altre Regioni hanno trovato delle soluzioni per incentivare i medici a lavorare nei Pronto soccorso.

Inoltre se a tutto questo si aggiunge la mancanza delle #GuardieMediche, fino a tutto Marzo tra Pesaro, Gabicce, Gradara e Vallefoglia ci sarà solo nei fine settimana, una sola per tutti i comuni. Tale situazione farà sì che anche chi non dovrebbe andare al pronto soccorso ci andrà non trovando alternative".


da Andrea Biancani
Consigliere Regionale 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-02-2022 alle 22:09 sul giornale del 16 febbraio 2022 - 574 letture

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