Caos al punto tamponi: la testimonianza delle famiglie presenti

tamponi pesaro 2' di lettura 07/01/2022 - In merito alle proteste contro i sanitari e la protezione civile avvenute ieri al “tamponi drive through” di via Lombardia, che hanno richiesto l'intervento dei carabinieri, alcune famiglie vogliono chiarire la situazione.

"Siamo un gruppo di famiglie che si sono recate ieri mattina al tamponi drive through di via Lombardia a Pesaro ritenendo corretto e doveroso sottoporre allo screening proposto dall’Asur i nostri figli prima del rientro in classe a beneficio della loro salute e quella dei compagni e del personale scolastico.

Abbiamo condiviso la necessità di avere un servizio finalizzato a garantire la sicurezza della scuola mettendoci a disposizione, con i nostri figli, per senso di responsabilità alla necessità di screening promossa e pubblicizzata dalla pubblica amministrazione. Premesso che l’erogazione del servizio era segnalata fino alle 14 come da comunicazione Asur del 3/01, ci siamo recati con anticipo di due ore circa rispetto all’orario di chiusura.

Dal personale della protezione civile presente ci è stato comunicato che il servizio non sarebbe stato erogato per evitare di sforare oltre l’orario previsto. Abbiamo chiesto chiarimenti al personale sanitario manifestando il nostro disappunto di fronte all’evidente disservizio. Dapprima ci è stato risposto che “se non eravamo troppi” potevamo entrare e poi che saremmo dovuti andare al drive through di Urbino perché ormai era tardi.

In una decina di famiglie abbiamo deciso di aspettare comunque fino alle 14 ritenendo fosse nostro diritto aderire allo screening spiegando le nostre ragioni a carabinieri e polizia presenti con educazione e rispetto. Infine le famiglie che hanno deciso di attendere comunque fino alla chiusura sono state accolte al punto tamponi. Il primo bambino ha effettuato il tampone alle 13,55, il terzultimo alle 14,10 e l’ultimo alle 14.20 circa.

Abbiamo successivamente appreso dalla stampa che il numero totale dei tamponi effettuati in quella sede è stato di 512 a fronte di una popolazione di bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 12 anni stimata in oltre 5000 unità (dati istat pubblicati sul sito del comune di Pesaro “annuario demografico 2020” al seguente link). Ci chiediamo cosa sarebbe successo se un numero più consistente di famiglie avesse risposto all’invito dell’Asur".






Questo è un articolo pubblicato il 07-01-2022 alle 10:52 sul giornale del 08 gennaio 2022 - 4829 letture

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