Riaprire la caccia al lupo, le associazioni ambientaliste rispondono al consigliere regionale Rossi

lupo 3' di lettura 29/10/2021 - Anziché passare il tempo a leggere sui social le solite notizie allarmistiche, prive di qualsiasi base scientifica, che purtroppo ivi trovano spazio, invitiamo il consigliere regionale Rossi (Civici Marche) a studiare un po’ di più le basi della nostra legislazione, prima di lanciarsi in proposte surreali come la “caccia di selezione” al lupo!

Rossi non è certo il primo politico a proporre di riaprire la caccia al lupo, perché un paio di anni fa ci aveva già provato l’ex consigliere regionale Talè, copiando analoghe proposte già avanzate in Trentino Alto Adige e in Veneto e poi clamorosamente bocciate!

Il consigliere Rossi, che confonde persino la caccia di selezione, che è un’attività ludico ricreativa, con la gestione faunistica, che è invece un'attività scientifica, dovrebbe innanzitutto studiare ed informarsi, prima di lanciarsi in proposte così assurde. Gli consigliamo una lettura approfondita della Legge n. 157/92, sulla tutela della fauna selvatica, delle Direttive comunitarie “Habitat” e “Uccelli” e anche della nostra Costituzione. Scoprirebbe così che il lupo è una specie particolarmente e rigorosamente protetta, su cui le Regioni non possono in alcun modo legiferare. Altro che “caccia di selezione”!

Desideriamo sottolineare che solo analisi genetiche del DNA possono accertare con certezza se a predare siano stati Lupi e non invece cani vaganti, incustoditi, randagi spesso appartenuti ad allevatori o cacciatori, ma ci risulta che solo una piccolissima percentuale di questi animali predati sia sottoposta all’esame del DNA, anche perché la maggior parte dei veterinari non possiede le competenze ed i mezzi per farlo. Le misure di prevenzione e la custodia responsabile degli animali servono proprio a evitare qualsiasi tipo di predazione, come hanno dimostrato non solo progetti Life (MedWolf, Life WolfAlps solo per citarne alcuni) ma anche associazioni di allevatori: purtroppo tali strumenti vengono palesemente ignorati e non applicati. E comunque, la Legge regionale prevede indennizzi agli allevatori indistintamente sia per le predazioni causate da lupi, che da cani randagi o inselvatichiti.

Ricordiamo poi al consigliere Rossi, che le Marche sono in Italia e che entrambe fanno parte della Comunità Europea: la Regione Marche, quindi, non può legiferare proprie leggi violando la Costituzione che attribuisce solo allo Stato la competenza esclusiva in materia di fauna e biodiversità! Oltretutto può trovare numerosi studi scientifici sull’inutilità degli abbattimenti: nei rarissimi casi ove è stata consentita l’uccisione dei lupi, come in Francia e in Spagna, non solo non sono diminuiti i casi di attacchi agli animali negli allevamenti, ma addirittura essi sono aumentati! Può leggere in proposito lo studio dell’EURAC sull’aumento dei danni dopo gli abbattimenti. La verità, quindi, è che tutta questa campagna mediatica denigratoria, diffamatoria e di odio nei confronti del lupo non è fatta in realtà in favore degli allevatori, l'unica categoria potenzialmente danneggiata, ma a beneficio dei cacciatori, perché il lupo rappresenta ormai il loro maggior competitore, in quanto le analisi delle sue feci dimostrano che le sue prede preferite sono in realtà i cinghiali e i caprioli, guarda caso anche quelle più ambite dai cacciatori stessi!


CAI – ENPA - GRIG - Italia Nostra – LAC – La Lupus in Fabula – LAV - LIPU – Pro Natura - Forum Salviamo il Paesaggio - WWF






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2021 alle 18:03 sul giornale del 30 ottobre 2021 - 2732 letture

In questo articolo si parla di attualità, Associazioni ambientaliste, comunicato stampa

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