Posti vacanti: sul mercato del lavoro mancano figure qualificate

3' di lettura 11/10/2021 - Dopo il rallentamento portato dalla pandemia, nel 2021 il numero di posti vacanti che le imprese faticano a riempire è aumentato ed è ora il più alto da cinque anni. Per ogni 1000 occupati ci sono infatti 15 nuovi ruoli per cui ancora non si trovano professionisti idonei, creando un divario tra i bisogni delle aziende e i candidati disponibili.

Secondo la Fondazione per la Sussidiarietà, si tratta di circa 200.000 lavoratori che non si trovano a livello nazionale. Questo problema rallenta la ripresa, importante come non mai dopo la crisi sanitaria del coronavirus, ed è importante affrontarlo quindi con tempestività.

CNA Pesaro: micro e piccole imprese non trovano personale

Secondo un sondaggio svolto dalla CNA su più di 2.000 micro e piccole imprese, nel 55,1% dei casi c’è l’intenzione di assumere nuovo personale entro il 2022. Tra questi, circa due terzi dei lavoratori sarebbero assunti con contratti stabili come il tempo indeterminato, l’apprendistato, oppure il tirocinio formativo. Il 27,7% delle imprese considera invece assunzioni a tempo determinato, mentre sono poche quelle che mirano a lavoro occasionale con collaboratori esterni. Moreno Bordoni, segretario della CNA di Pesaro e Urbino, evidenzia però le difficoltà che le imprese si trovano ad affrontare in questa ricerca. Solamente il 12,9% dichiara infatti di non avere problemi nel trovare personale qualificato e adatto al ruolo. Nel 79.9% dei casi, invece, chi vuole assumere si trova di fronte a una carenza di personale adatto alle mansioni da ricoprire. Ciò si riflette anche nel modo in cui le imprese si muovono per cercare personale: ben il 41,1% si affida infatti al passaparola nella speranza di trovare lavoratori adatti al ruolo. L’indagine della CNA evidenzia e conferma quindi un dato preoccupante: in Italia si fatica a conciliare domanda e offerta sul mercato del lavoro.

Tra i settori più colpiti da questo problema ci sono quello del turismo e della ristorazione, dell’informatica, delle costruzioni e dei servizi alle aziende, oltre agli studi professionali.

Le competenze che mancano sul mercato del lavoro

I recruiter intervistati per il rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà citano tra le competenze carenti quelle informatiche e quelle nella lingua inglese. Entrambe sono ormai necessarie per accedere con successo al mercato del lavoro, e acquisirle può quindi aiutare a essere assunti con più facilità. La scuola svolge certamente un ruolo importante, ed è fondamentale che si crei un impegno ancora più serio in futuro per offrire un’istruzione che possa aiutare anche a trovare lavoro.

Una possibile opzione per ottenere queste conoscenze dopo la fine degli studi è usufruire dei corsi di base offerti dai centri per l’impiego a chi sia in cerca di lavoro. Si tratta di percorsi indicati in particolare a chi voglia acquisire competenze basilari, come quelle in programmi fondamentali per il lavoro d’ufficio, ad esempio Word ed Excel. Per studiare inglese è anche possibile seguire uno tra i numerosi corsi online esistenti. Un’altra opzione è prendere lezioni private per prepararsi nello specifico alla ricerca del lavoro, studiando ad esempio inglese per il turismo o per il commercio.

In campo digitale, chi sia invece già più ferrato e pensi a una carriera nell’informatica può frequentare un corso web developer come quello di aulab, che insegna a programmare in pochi mesi di studio intensivo e prepara a una professione molto richiesta. Si può così sfruttare a proprio vantaggio il mismatch tra domanda e offerta, andando a posizionarsi proprio tra i professionisti più ricercati dalle aziende. Questo tipo di competenze informatiche avanzate sarà fondamentale anche in futuro, e permetterà di specializzarsi ulteriormente per seguire le evoluzioni del mercato e mantenersi competitivi nella ricerca del lavoro.






Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2021 alle 08:49 sul giornale del 11 ottobre 2021 - 182 letture

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