Ospedale nuovo, GruppoZero: "Case Bruciate il miglior sito possibile"

ospedale nuovo pesaro 4' di lettura 10/10/2021 - Il 16.01.2011 l’assessore Almerino Mezzolani unitamente a Matteo Ricci, allora presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, con l’assenso del Sindaco Luca Ceriscioli, annunciarono la scelta di Fosso Sejore quale ubicazione del nuovo ospedale unico provinciale.

Decisione scaturita da uno studio della stessa Provincia che, stilando una classifica tra i possibili siti candidati, indicava Fosso Sejore come il migliore in virtù di una stazione ferroviaria ed un casello autostradale inesistenti quanto improbabili da realizzare. Una scelta aberrante che, pur scongiurata da manifestazioni popolari senza precedenti, ha innescato un effetto domino sul processo provocando un insostenibile ritardo nella realizzazione dell’opera.

La nuova Amministrazione Regionale, optando giustamente per una sanità diffusa sul territorio, ha abbandonato l’idea dell’ospedale unico provinciale a favore di una nuova struttura che sostituisca l’attuale San Salvatore. La diversa tipologia di ospedale prevista, richiedendo la formulazione di un nuovo progetto, permetterà di avviare quel percorso che, ostinatamente negato nel passato, possa confidare su parametri di valutazione condivisi, oggettivi e trasparenti, tra i quali l’ubicazione, la conformazione del sito e la tipologia edilizia da adottare.

A tale riguardo GruppozerO ha sempre sostenuto che la tipologia architettonica ottimale sia quella a sviluppo orizzontale, attraverso la quale coniugare la sostenibilità dell’intervento con l’innovazione, la funzionalità e la flessibilità della struttura, ponendo prioritariamente il degente e la sua salute al centro di tutte le scelte progettuali.

E’ noto infatti che un’opportuna conformazione architettonica delle strutture ospedaliere possa apportare un benefico contributo alla condizione psico-fisico del paziente, offrendo la percezione di uno spazio sicuro, la vista di un intorno gradevole e la fruizione di spazi confortevoli nei quali il verde possa estendersi senza soluzione di continuità tra l’interno e l’esterno della struttura.

Principi sui quali si fonda quella che è stata definita “Architettura terapeutica” alla quale si sono ispirati gli ospedali più recenti ed apprezzati al mondo, facendo tesoro degli studi che hanno dimostrato la celerità dei tempi di recupero dei pazienti in strutture così concepite.

Queste strutture sanitarie di nuova generazione presuppongono volumi a sviluppo orizzontale ed altezze limitate che rendono l’opera estremamente flessibile, a limitato impatto ambientale ed elevata efficienza energetica.

Per quanto sopra, risulta del tutto evidente che il sito di Muraglia non era idoneo per l’ospedale unico, come pure non lo è per l’ospedale locale. Infatti, la conformazione del terreno e quindi l’esiguità della superficie edificabile, impongono una tipologia edilizia ormai anacronistica avente un volume estremamente massiccio e a forte sviluppo verticale. Penalizzazione che aggiunta alle problematiche di impatto ambientale, idro-geologico e viabilistico, genera il seguente quesito:

Per quale ragione, a distanza di circa 11 anni dalla vicenda Fosso Sejore, dovremmo subire nuovamente l’imposizione di un’area inappropriata e un ospedale che potrebbe nascere già vecchio?

Non solo tipologicamente vecchio, ma anche estremamente costoso, di scarsa flessibilità nonché frutto di un’operazione progettuale di bassa macelleria in quanto derivato dall’eco-mostro dell’ormai dimenticato “ospedale unico”.

L’esperienza vissuta e il buonsenso ci suggeriscono quindi di valutare un sito alternativo a quello di Muraglia.

A tale riguardo invitiamo a leggere con attenzione lo studio effettuato nel 2011 dalla Provincia di Pesaro-Urbino per la localizzazione dell’ospedale unico provinciale: già da allora risultava ben chiaro che i siti migliori fossero quelli di Chiaruccia (Fano) e di Case Bruciate (Pesaro).

Case Bruciate ancora oggi è il miglior sito possibile per l’ospedale locale, in quanto l’ubicazione e la conformazione del terreno permetterebbero una facile accessibilità, la libertà progettuale di realizzare un ospedale tipologicamente all’avanguardia, flessibile, capace di rispettare i dettami della “Architettura terapeutica”, a basso impatto ambientale ed energeticamente evoluto.

In questo scenario le categoriche argomentazioni espresse a difesa del sito di Muraglia dallo stesso Matteo Ricci, per quanto evanescenti, preoccupano perché potrebbero determinare un’ulteriore situazione di stallo a danno dell’intera comunità.

Appellarsi al consumo di suolo, attenzione in linea di principio pienamente condivisibile, risulta nello specifico un’azione palesemente strumentale considerate le posizioni assunte dal sindaco nel caso Fosso Sejore, Variante Xanitalia e Variante Celletta.

L’unico rischio per il sito di Case Bruciate è rappresentato dai tempi burocratici della variante urbanistica, tempi che potrebbero essere azzerati qualora l’Amministrazione Comunale e lo stesso sindaco non assumano un atteggiamento ostruzionistico.

Alla comunità pesarese ed allo stesso GruppozerO non interessano né le schermaglie politiche né tanto meno la paternità delle scelte più pertinenti. La cittadinanza ha il diritto di avere in tempi rapidi il miglior ospedale possibile. La politica ha il dovere di soddisfare le esigenze della collettività impegnando al meglio le risorse pubbliche.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-10-2021 alle 17:16 sul giornale del 11 ottobre 2021 - 2989 letture

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