M5S Pesaro contro gli aumenti delle tariffe di energia elettrica e gas

elettricità luce 3' di lettura 19/09/2021 - Dopo gli aumenti del 1° luglio 2021 sulle bollette per energia elettrica e gas, si rischiano ulteriori rincari che si teme possano arrivare fino al 30 e 40%. Un primo intervento del governo per calmierare l'impatto degli aumenti ha messo a disposizione una tantum 1.2 miliardi di euro per il trimestre luglio-settembre 2021 ma ottobre è alle porte e il pesante aumento dei prezzi in bolletta di luce e gas va a inserirsi in una già pesantissima situazione sociale ed economica del nostro paese, dovuta agli effetti della prolungata fase pandemica, che va a sommarsi allo sbocco dei licenziamenti dal primo nonché di quello degli sfratti.

Arera (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) ha spiegato che l'incremento dei prezzi è dovuto al "forte aumento delle quotazioni delle materie prime - in continua crescita da inizio anno per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti alla pandemia - nonché la decisa crescita dei prezzi dei permessi di emissione di C02". La richiesta di gas ed energia nei giorni del lockdown ha fatto impennare i consumi e la produzione di energia elettrica, legata ancora a fonti fossili come carbone e gasolio, ha innescato una forte domanda di combustibile con relativi aumenti.

Aumentano anche i costi dei permessi per le emissioni di CO2, una tassa stabilita dall'Unione europea, imposta alle aziende energivore. La richiesta di maggiori permessi di emissione ha riversato i costi sui clienti al dettaglio. Abbiamo sempre indicato la strada della transizione verde e della decarbonizzazione nella produzione di energia. L’uso di fonti rinnovabili infatti aveva fatto scendere il prezzo all’ingrosso dell’elettricità ma qualcuno ha volto lo sguardo, colpevolmente, verso fonti più remunerative arrivando fino a proporre il ripristino del nucleare. Una situazione paradossale nella quale i forti incrementi di utili realizzati nella fase pandemica non hanno inciso sulla diminuzione dei prezzi mentre l’aumento di richiesta ha innescato un lievitare di costi del tutto insostenibile, soprattutto perché legati ad oneri di sistema, accise e imposte che incidono per oltre il 50% nel peso della bolletta.

Dall'avvio della parziale liberalizzazione del mercato dell'energia e del gas si stima un aumento dei prezzi in bolletta del 70% per il gas e del 40% per l'energia elettrica, facendo registrare un totale fallimento degli obbiettivi dichiarati di favorire la libera concorrenza nel settore energetico "a beneficio del consumatore". Governo e parlamento devono perciò recedere dalla completa liberalizzazione prevista per gennaio 2022 e anzi operare con tutti i mezzi a disposizione e in tutte le sedi possibili per riacquistare un effettivo controllo pubblico del settore, andando quindi a predisporre un piano nazionale energetico rinnovato. Gli investimenti possibili col Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza devono privilegiare settori strategici e primari come quello dell'energia per realizzare un’effettiva transizione ecologica, con elementi di tutela in favore delle fasce sociali più deboli.

Occorre perciò un intervento non estemporaneo ma strutturale da parte del governo, magari nell'ambito una riforma più generale con l'obbiettivo di incentivare effettivamente il risparmio energetico e di una applicazione più equa dei costi di utilizzo. Anche i comuni possono fare molto in questo senso: abbiamo depositato nel marzo scorso una mozione per la creazione di Gruppi Energetici di autoproduzione e consumo di energia elettrica. Una proposta concreta, che incentiva il fotovoltaico nell’uso privato tramite la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili che condividono la generazione di energia con evidente risparmio sulla bolletta, ma c’è di più: il Comune potrebbe installare impianti fotovoltaici sugli edifici di proprietà e distribuire elettricità a prezzo politico o addirittura gratis a determinati gruppi di cittadini che ne abbiano necessità. Se lo diciamo, lo facciamo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-09-2021 alle 17:11 sul giornale del 20 settembre 2021 - 632 letture

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