Green Pass, Confcommercio: "I ristoratori e baristi non sono pubblici ufficiali"

green pass covid| 2' di lettura 27/07/2021 - In merito all’obbligo del controllo della clientela tramite il Green Pass, un provvedimento fortemente contestato dalla categoria di ristoratori e baristi che non vogliono vedersi appiccicare l’etichetta di pubblici ufficiali e come tali non possono assumersi responsabilità che spettano ad altri, interviene–il Segretario Confcommercio di Fano Marco Arzeni.

“Come Confcommercio riteniamo impensabile che, con l’attività frenetica che caratterizza questi locali, titolari e dipendenti possano mettersi a chiedere alle persone di esibire il loro green pass e ancor meno a fare i controlli incrociati con i rispettivi documenti di identità. Così facendo c’è il rischio di rendere inefficace la norma. Bisogna semplificare, prevedendo che chi entra in un locale sia consapevole se può entrarci o meno, e pronto a pagare le conseguenze se non in regola, ma i controlli devono rimanere in capo alle forze dell’ordine e noi ci batteremo in fase di conversione in legge del decreto affinché questo avvenga”.

“Poi – continua Marco Arzeni - dovremmo evitare di dare notizie non confermate allo stato attuale, come quella che leggiamo sui giornali in cui rappresentanti di categoria, poco informati evidentemente, asseriscono che l’obbligo di avere il Green Pass scatti anche per i titolari delle attività e i loro dipendenti; obbligo che ancora non è stato sancito in nessuna norma. Siamo assolutamente favorevoli alla vaccinazione come unico strumento per tornare a livelli di normalità e riteniamo che il Green pass rappresenti uno strumento straordinario ed efficace sia per riaprire quelle attività al momento ancora chiuse, come le discoteche, sia per consentire l’accesso di un numero più ampio di persone in occasione di eventi culturali o spettacoli. Il green pass va, insomma, utilizzato in chiave positiva e non punitiva. È un cambio di prospettiva fondamentale in grado di garantire equilibrio e sicurezza sanitaria.

Se davvero si ritiene che la campagna vaccinale abbia bisogno di un’ulteriore spinta, si estenda l’obbligatorietà della vaccinazione, doppia o singola dose, per accedere ad ogni tipo di servizio. Perché se serve l’ennesimo sacrificio, questo va condiviso da tutti”.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2021 alle 16:05 sul giornale del 28 luglio 2021 - 3708 letture

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