Crisi idrica, M5S: "Servono interventi sul territorio per il potenziamento e ammodernamento delle reti"

Sopralluoghi a San Lazzaro e al Pozzo del Burano per verificare lo stato dei lavori del "Piano di emergenza idrica" 3' di lettura 05/07/2021 - Si torna a parlare di emergenza acqua, di città assetata e di provincia che fa fatica a trovare approvvigionamenti idrici dopo gli interventi incomprensibili per realizzare operazioni nominalmente a difesa del rischio idrogeologico ma che in pratica hanno sconvolto il sistema fluviale del nostro territorio, tagliando indiscriminatamente gli alberi che consolidavano la tenuta degli argini e azzerando interi ecosistemi faunistici ed arborei tanto da farci parlare in recenti interventi sulla stampa, di “devastazione a norma di legge”.

Ci accorgiamo troppo tardi che la voce inascoltata delle associazioni ambientaliste e di chi, come noi, le ha sempre sostenute, paventava un rischio che puntualmente si è avverato. Si è lavorato per far defluire rapidamente verso il mare le poche acque delle precipitazioni invernali, senza pensare che gli allagamenti e la permanenza di acque pluviali nei campi alimentava la falda acquifera che ora è allo stremo. Abbiamo letteralmente buttato a mare una risorsa vitale che ora scarseggia.

Le soluzioni proposte non ci convincono: si parla di captazione delle fonti naturali (Sant’Anna, San Lazzaro) e sfruttamento delle acque profonde (Burano). Tutte soluzioni che darebbero una risposta immediata al problema ma aggraverebbero la situazione negli anni a venire perché le acque profonde non si riformano rapidamente. Bisogna agire con criterio, considerando l’ambiente come un bene da custodire e non come una risorsa di cui possiamo disporre senza limiti. Anche la realizzazione di nuovi invasi ci lascia perplessi perché non si tiene conto della situazione di quelli già esistenti che nel tempo si sono interrati riducendo la loro portata al 50% e vanno riportati urgentemente ad un livello di efficienza corretto eseguendo tutte le operazioni necessarie di sfangamento per ripristinare la capacità di accumulo delle acque da sfruttare in periodi di siccità.

Dai dati in nostro possesso risulta che in Italia ogni giorno si perdono ben 220 litri di acqua potabile per abitante. Le ragioni sono note da tempo: perdite fisiologiche dovute alla estensione della rete idrica e al numero di allacci, dispersioni dovute alla rottura nelle condotte, all’obsolescenza delle reti, ai consumi non autorizzati, ai prelievi abusivi e agli errori di misura dei contatori. La dispersione nelle Marche raggiunge il 34,1% ovvero 156 litri al giorno per abitante. Il dato per la provincia di Pesaro/Urbino è al 41% e sulla città di Pesaro siamo circa al 30%. In conclusione, a casa nostra le cose vanno meglio che altrove, ma abbiamo visto che non c’è da stare allegri e la crisi idrica è davvero alle porte. Ci chiediamo perciò come mai, a fronte degli utili, prodotti da MMS negli ultimi anni, non si trova il modo di fare gli investimenti necessari sulla rete idrica? Il Comune di Pesaro, si attivi per richiedere investimenti importanti sulla manutenzione dei servizi pubblici, non limitandosi alla semplice dimensione di “socio” dell’azienda di servizi che delega le scelte operative e strategiche al partner perché l’ottica dei gruppi industriali è più orientata a produrre e distribuire gli utili che a reinvestirli nel miglioramento delle infrastrutture.

Servono interventi diffusi sul territorio per il potenziamento e ammodernamento delle reti, tesi ad efficientare il servizio, ridurre i consumi di acqua e soprattutto invertire immediatamente la teoria dello sfruttamento delle risorse ambientali che vanno tutelate e mantenute in equilibrio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-07-2021 alle 16:16 sul giornale del 06 luglio 2021 - 562 letture

In questo articolo si parla di attualità, pesaro, Movimento 5 Stelle, comunicato stampa

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