Inquinamento acustico, un problema da non sottovalutare: ecco rischi e rimedi

4' di lettura 22/06/2021 - Quello dell’inquinamento acustico è un problema quanto mai attuale, una minaccia alla salute psico-fisica che purtroppo viene trascurata in troppe occasioni.

Gli effetti negativi dell’inquinamento acustico sono probabilmente meno “diretti” rispetto a quelli procurati da altri tipi di inquinamento, ma non per questo possono essere trascurati, anzi il fatto di essere subdoli li rende ancor più temibili.

Ma andiamo per gradi, e facciamo anzitutto il punto su che cos’è l’inquinamento acustico.

Cosa si intende per inquinamento acustico

L’inquinamento acustico si configura quando si è esposti in maniera prolungata a dei rumori dall’entità non trascurabile.

Questo non significa, dunque, che i rumori debbano essere superiori alla soglia di pericolosità: se si viene esposti a rumori estremamente forti, come noto, l’apparato uditivo può risentirne, ma l’inquinamento acustico non è legato esclusivamente all’entità dei rumori, ma anche, anzi piuttosto, al lasso temporale a cui si è esposti.

Alcuni tipici esempi di inquinamento acustico

Esempi di inquinamento acustico particolarmente consueti sono quelli legati al traffico stradale e, in generale, al rumore prodotto dai centri urbani; questa forma di inquinamento può diventare deleteria se si vive nei pressi di una fonte di rumore significativa, come può essere un locale notturno, una fabbrica o una piazza molto frequentata.

Anche spostarsi in città quotidianamente, ad esempio per raggiungere il luogo di lavoro, può comportare l’esposizione ad inquinamento acustico, anche se si utilizzano i mezzi pubblici o se ci si muove a piedi, stesso di casi per i rumori a cui si è esposti per ragioni professionali.

A questo riguardo è utile aprire una parentesi: i lavoratori che sono esposti a rumori molto forti devono utilizzare specifici dispositivi di protezione individuale, i quali vanno messi a disposizione dal datore di lavoro, ma ci sono comunque tanti lavori che pur non esponendo a rumori tali da richiedere queste protezioni, implicano il dover subire in modo prolungato suoni tutt’altro che irrilevanti.

I rischi dell’inquinamento acustico: disturbi uditivi ed extrauditivi

I disturbi che l’inquinamento acustico può comportare sono numerosi e possono essere distinti in due categorie: disturbi uditivi ed extrauditivi.

Quelli uditivi sono quelli più ovvi: è cosa nota che l’esposizione prolungata a suoni di entità rilevante sia comporti una graduale riduzione delle capacità uditive, ed è questa quindi la prima minaccia da considerare.

La gamma di disturbi extrauditivi è invece molto più varia: anzitutto l’inquinamento acustico può accentuare le sensazioni di stress e di ansia, può causare disturbi nel sonno e a lungo andare può perfino favorire l’insorgere di malattie riguardanti l’apparato cardio-circolatorio.

In generale, la persona che soffre l’inquinamento acustico tende ad essere facilmente irritabile, può essere soggetta a sbalzi d’umore, può ravvisare delle difficoltà di apprendimento e di concentrazione, tutti fattori destinati ad avere risvolti negativi sul lavoro, sullo studio e sulla sfera relazionale.

Come scongiurare l’inquinamento acustico

È assolutamente necessario rivolgere tutta l’attenzione del caso all’inquinamento acustico, dunque, e per scongiurarlo possono essere preziosi diversi accorgimenti.

Anzitutto, considerando che passiamo molte ore della giornata in casa e soprattutto che è qui che viviamo il riposo notturno, è fondamentale proteggere adeguatamente la propria abitazione dai rumori esterni.

È fondamentale installare finestre e portefinestre che sappiano assicurare alti livelli di coibentazione acustica, come ad esempio quelle proposte da www.finestreantirumore.it, se l’abitazione è particolarmente esposta a fonti di inquinamento acustico, inoltre, si può pensare anche a dei sistemi di insonorizzazione a parete, utili anche laddove i rumori esterni siano circoscritti ad un determinato punto.

Se si è costantemente esposti a forti rumori sul luogo di lavoro, invece, è importante verificare se il tipo di attività svolta richieda l’utilizzo di appositi dispositivi di protezione individuale; la legge, da questo punto di vista, è molto precisa, e consultando un professionista si può senz’altro ottenere una risposta precisa.






Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2021 alle 16:49 sul giornale del 22 giugno 2021 - 170 letture

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