Biodigestore, contestazione dell'associazione Diversamente: "No ad un digestore troppo grande"

biodigestore incontro padiglione 5' di lettura 16/06/2021 - "In rappresentanza dei 5080 firmatari della opposizione al progetto del Megadigestore di 105.000 tonnellate sito a Talacchio, una grande folla di cittadini si è accalcata fuori e dentro la palestra di Padiglione per partecipate all’incontro promosso dal comune di Tavullia e Green Factory S.R.L.", queste le parole dell'associazione DiversaMente, che prosegue:

"Da Ottobre ad oggi, nonostante le innumerevoli richieste di informazioni e di confronto sull’argomento, gli amministratori di Vallefoglia non hanno mai risposto e tanto meno accettato un confronto. La popolazione si è documentata autonomamente sulle criticità dell’impianto proposto da Green Factory (alias MarcheMultiservizi) ed ha presentato istanze di accesso agli atti, ma MarcheMultiservizi le ha respinte. Dopo mesi e mesi di “tarantella” tra affermazioni del tipo “daremo parere nelle sedi opportune”e “la decisione non dipende da noi”, dopo proclami come “applicheremo la massima trasparenza”finalmente Il 14/6/2021 è stato gentilmente concesso ai cittadini di partecipare ad una Presentazione del progetto.

Organizzatore, ancora una volta, il Sindaco di Tavullia (dichiaratasi soggetto terzo). Il consiglio comunale ha votato all’unanimità 2 mozioni di contrarietà alla localizzazione a Talacchio. Il sindaco ha dichiarato che è contraria alla localizzazione ma favorevole al progetto. Forse, ed è la sola, non si è resa conto che la localizzazione è parte integrante del progetto di Green Factory. Scelga da che parte sta, anzi non occorre che lo faccia: hanno capito tutti!

Inizia la serata il sindaco Paolucci, alla quale alcuni suoi elettori chiedono come mai, nonostante le mozioni, stia ancora sponsorizzando Green Factory e il progetto. Il clima si scada e la platea rumoreggia. Nella evidente difficoltà del momento interviene in soccorso Tagliolini, oggi presidente di MMS e non tanto tempo fa presidente della Provincia e dell’ATO che avrebbe dovuto redigere e approvare dal 2015 il piano d’ambito della gestione dei rifiuti. Il Presidente di MMS non riesce (o meglio non vuole) rispondere a semplici domande: perché non è stato approvato il piano d’ambito unico strumento in cui si deve decidere se serve un impianto, dove serve e di quali dimensioni? Perché nella bozza di piano d’ambito si ipotizzava un impianto molto più piccolo a Monteschiantello ed ora si è arrivati a presentare un progetto per un impianto sovradimensionato a Vallefoglia? Chi, dove e come è stata decisa questa cosa?

Fioccano domande dalla platea, ma il presidente Tagliolini, in evidente imbarazzo, non risponde mai appellandosi alle regole di una “presentazione” nella quale, a suo dire prima, parlano tutti i relatori e poi si concederà spazio per le domande. I toni si fanno via via più alti per l’insoddisfazione della gente che vuole un contraddittorio e non l’ennesima lectio magistralis. Per mesi si è compressa la preoccupazione della gente, mentre le amministrazioni indifferenti, sostenevano e sponsorizzavano Marche Multiservizi e Green Factory.

Non viene concesso il microfono neppure per porre domande utili al contraddittorio e la gente si spazientisce. Sarebbe bastato impostare la serata non come una gentile concessione dall’alto in cui si presenta il progetto (che pare già deciso da qualcuno), ma come un dibattito in cui poter fare domande, esprimere dubbi e non ricevere un indottrinamento su un progetto mandato a VIA, nonostante Marche Multiservizi abbia tentato di evitarla dichiarando superficialmente gli impatti come trascurabili.In un simile contesto non stupisce, dunque, che la gente non abbia voluto ascoltare, in silenzio, i “giri di parole” e di conseguenza che il No al digestore. E sia stato espresso chiaramente dalla folla stanca di non essere stata né interpellata né informata né mai ascoltata.

La popolazione intervenuta non era affatto impreparata: sono chiari i punti della avversione al Progetto e non possono essere ancora taciuti. Il No è ad un Digestore troppo grande, sovradimensionato, rispetto alle necessità del territorio; perché cementare ancora, proprio qui, in una zona agricola stupenda, e non, come sancisce la legge, in un’area degradata? Il No perchè troppo vicino al centro abitato, (Padiglione e Case Bernardi a 700 metri) a un corso d'acqua (900 metri) e a beni storici tutelati (nel sito stesso)

Il No per la consapevolezza che esistano Aalternative per lo smalrimento dei rifiuti meno impattanti e comunque funzionali per un piccolo territorio come il proprio Il No perché ritengono che la salute sia un bene primario da tutelare e il digestore è una industria insalubre di prima classe (come sancisce il decreto ministeriale del 5 settembre 1994) e Il No perché sono convinti che non sia stato rispettato il percorso democratico in cui i cittadini siano coinvolti in scelte così importanti che graveranno su loro e sui loro figli.

La folla era tanta ieri sera a Padiglione e dopo otto mesi è finalmente riuscita ad esprimere, così come fatto con le 5080 firme raccolte, il proprio forte No al progetto del digestore della Green Factory.

Questa volta gli Amministratori di Vallefoglia (presente solo Ghiselli e Brizi), la Sindaca di Tavullia e gli altri amministratori del Suo comune non hanno potuto non ascoltare anche se, probabilmente, ancora una volta invece che rispondere, tenteranno di svilire le domande arrivate dalla platea senza mai dare conto del loro operato! Noi ci siamo e torneremo a porre le questioni cui ancora una volta non abbiamo avuto risposta!", conclude la nota dell'associazione DivesaMente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-06-2021 alle 11:34 sul giornale del 17 giugno 2021 - 1990 letture

In questo articolo si parla di padiglione, talacchio, biodigestore, vallefoglia, Associazione DiversaMente

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