Aggressione omofoba a Vallefoglia, Arcigay Agorà ed Anpi Pesaro e Urbino si costituiscono parte civile

Tribunale di Pesaro 2' di lettura 10/06/2021 - "In memoria delle vittime del razzismo nazifascista", così dice il monumento bolognese ai "triangoli rosa", gli omosessuali deportati nei campi di sterminio nazisti.

Il Pride nasce il 28 giugno 1969 come rivolta contro le aggressioni fasciste di una polizia che si sentiva libera di arrestare qualcuno per come si vestiva o per chi amava, è stata una straordinaria occasione di liberazione e di lotta per la dignità umana. Sono passati molti anni e il progresso non si può negare ma ancora molta strada rimane da fare, come dimostrano i fatti per cui oggi ci associamo costituendoci parte civile al processo contro gli aggressori di Vallefoglia, come Arcigay Agorà Pesaro-Urbino ed ANPI Pesaro e Urbino.

Dichiariamo a gran voce che Omotransfobia = Razzismo e che questi fenomeni, identici nel loro meccanismo sociale, nelle discriminazioni, nelle violenze, in realtà dalla legge sono trattati in modo diverso. Questo non è accettabile: l'omotransfobia è razzismo e deve essere contrastata con gli stessi strumenti che la legge prevede per il secondo. Siamo convinti che il fenomeno razzista non si possa confinare alle questioni comunemente dette razziali, peraltro da decenni private di qualsivoglia fondamento scientifico, ma che sia da leggersi nel senso ampio, come fenomeno discriminatorio che inquina ancora la nostra società.

Il Marche Pride e l’ANPI Pesaro e Urbino oggi si mettono dalla parte della vittima dell'odiosa aggressione di Vallefoglia, ma soprattutto dalla parte delle vittime segrete che non si sentono sostenute dallo Stato, da quelle vittime che non trovano la forza di denunciare perché temono di non essere ascoltate o credute. Ci mettiamo dalla parte delle vittime di oggi ma soprattutto delle vittime di domani, con le cui violenze uno Stato incapace di approvare una legge senza stravolgerla sarà complice. E saranno complici di queste violenze chi oggi cerca di affossare una legge essenziale, fondamentale e che ci vede in ritardo decennale sugli altri Paesi occidentali. L’omofobia istituzionale non è da ascrivere solamente ai Paesi che discriminano per legge la comunità LGBTQIA+ ma anche a quelli, Italia inclusa, che non agiscono in favore dell’uguaglianza non prendendo provvedimenti specifici per situazioni specifiche.

Il Marche Pride si terrà sabato 26 giugno prossimo online, anche se stiamo anche lavorando ad un sit in ad Ancona, e sarà dedicato a tutte le vittime di omolesbobitransfobia, affermando chiaramente che il nostro obiettivo è quello di difendere una legge, il DDL Zan, che non solo punisce in modo specifico le violenze e le discriminazioni omotransfobiche, ma che permette finalmente in modo efficace di prevenirle.

Poiché la libertà è sempre l'esatto contrario del fascismo, noi saremo sempre dalla parte di chi esercita la sua libertà.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2021 alle 12:26 sul giornale del 11 giugno 2021 - 1182 letture

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