Secessione, Montefeltro svenduto. Pci: "I politici che hanno sbagliato si dimettano"

sassofeltrio 3' di lettura 28/05/2021 - Con la secessione dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio, votata dal Parlamento, continuano l’inesorabile degrado e la lenta liquefazione della “Politica del Nulla” e del “Vuoto Cosmico”, che non è più in grado di risolvere i problemi della comunità, e si affida a strumenti come le secessioni, che rappresentano una presa in giro per i cittadini, utile solo a non risolvere i problemi, quanto più spesso ad aggravarli.

Non a caso molti cittadini del Montefeltro, a cominciare da quelli dei due comuni interessati che ce lo hanno segnalato, hanno mostrato netta contrarietà e preoccupazione per tale sciagurata decisione, presa sulla base di un vecchio referendum di 14 anni fa, e che aveva visto un’astensione altissima. Ci si chiede come mai il Parlamento non abbia mai concesso l’autorizzazione a Cortina d’Ampezzo e ad altri 11 comuni di Lombardia e Veneto che, con analoghi referendum, hanno chiesto negli ultimi 20 anni di passare in Trentino-Alto Adige. Due pesi e due misure?

Si tratta di una vicenda platealmente offensiva per tutti i cittadini delle Marche e della provincia di Pesaro-Urbino e, a pagarne il prezzo, saranno proprio gli abitanti di quei comuni, dal momento che l’Emilia-Romagna di Bonaccini (PD) ha già ampiamente dimostrato con la Valmarecchia quanto abbia a cuore i problemi dell’entroterra (dopo quella secessione in quel territorio è aumentata l’incuria, le strade colabrodo sono ovunque, non c’è stato nessun serio investimento sulla viabilità, né tantomeno sulle politiche industriali, agricole, turistiche e sociali), e quelli di tutto il Montefeltro, che viene ulteriormente diviso e umiliato, dopo 600 anni di storia comune che lo hanno da sempre legato ad Urbino (altro che Romagna e altre stupidaggini da avanspettacolo).

Ma il fatto più grave è l’atteggiamento sconcertante di alcune forze politiche presenti in Parlamento come la Lega Nord, che hanno di fatto operato contro la provincia di Pesaro-Urbino e contro le Marche, seguita a ruota fa Forza Italia, e persino dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, che hanno talmente a cuore la democrazia da aver ignorato la raccolta di oltre 1000 firme contro la secessione, nonchè i pronunciamenti univoci della Provincia di Pesaro-Urbino e della Regione Marche. Invece che per unire operano per dividere, alla faccia del rispetto istituzionale e di quello tra Regioni che appartengono a uno stesso Paese! Del resto, da forze politiche che sostengono tutte con il grande inciucio il governo Draghi, prono alle logiche dell’Unione Europea, non c’era da aspettarsi nulla di più.

Certe forze politiche, con il loro sconsiderato attacco contro la provincia di Pesaro- Urbino e contro le Marche, hanno gettato la maschera, e si assumono in pieno la grave responsabilità storica e politica di tale atto scellerato, per il quale non esiste alcuna giustificazione. Per ciò che attiene infine i nostri rappresentanti politici eletti in tutti i livelli istituzionali (parlamentare, regionale e locale), che hanno fomentato, avallato e/o votato tale assurda secessione, con motivazioni inconsistenti e a tratti ridicole, farebbero bene a dimettersi subito. Se non sono stati capaci di difendere l’integrità territoriale, non appaiono neppure in grado di rappresentare e tutelare in maniera adeguata gli interessi del nostro territorio e della nostra popolazione: lascino il posto (e lo stipendio) ad altri, e si vadano ad occupare di altro.


da Partito Comunista Italiano
Federazione di Pesaro-Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-05-2021 alle 12:32 sul giornale del 29 maggio 2021 - 1589 letture

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