9 maggio: Aldo Amati risponde all'invito di Murgia

9 maggio 1945 2' di lettura 06/05/2021 - Caro Mauro Murgia. Giustamente ricordi il 9 maggio come fine della seconda guerra mondiale. Te la prendi con i revisionismi, ma tu fai un esercizio di revisionismo a buon mercato. Ricordi, come è giusto, il grande contributo dato dall’Unione Sovietica alla sconfitta del Nazismo. E lo rappresenti con l’immagine del soldato dell’Armata Rossa che issa la bandiera sovietica su Berlino (vedi foto).

Dimentichi però che la strada ai sovietici l’avevano spianata gli USA e la GB con i bombardamenti che rasero al suolo Berlino e non solo. Dimentichi che la sconfitta del nazismo ha molti padri: oltre ai soldati sovietici, a quelli americani e inglesi, i partigiani italiani e francesi, la Jugoslavia, i soldati venuti da ogni parte del mondo (l’elenco sarebbe lungo). Dimentichi che furono gli americani, a porre fine alla guerra sconfiggendo il Giappone.

Tu dici giustamente: portate un fiore al monumento alla Resistenza; non puoi portarlo al monumento a Stalin perché forse non lo troveresti nemmeno a Mosca! Dimentichi che il patto fra Stalin e Hitler diede il via a quella invasione della Polonia che diede inizio alla guerra e che sconcertò i comunisti di tutto il mondo. Dimentichi che noi pesaresi fummo liberati da una divisione di polacchi che erano fuoriusciti dai gulag siberiani di Stalin. Il loro motto era “per la nostra e la vostra libertà”. Ma la loro libertà la dovettero aspettarla per quasi 50 anni.

Quando poi scrivi di una “vittoria e della democrazia portata in dono dall'Urss ai popoli europei”, fai teneramente ridere se non fosse che c’è da piangere. La democrazia non la portarono “in dono” i soldati sovietici, semplicemente perché non sapevano che cosa era! Il 9 maggio c’è un’altra ricorrenza. E’ la Festa dell’Europa, l'anniversario della storica dichiarazione di Schuman fatta a Parigi, nel 1950, dall'allora ministro degli Esteri francese, che espose la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per l'Europa, che avrebbe reso impensabile una guerra tra le nazioni europee. Da li ha origine l’Unione Europea. Ma la Germania Est, Berlino Est, gli altri paesi sovietizzati, dovettero aspettare 40 anni per partecipare a questa istituzione e a ricevere il dono della democrazia!

Aldo Amati, già orgoglioso dirigente comunista “italiano”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2021 alle 07:28 sul giornale del 07 maggio 2021 - 631 letture

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