San Benedetto, Gruppo Zero: creare nuovo parco urbano, un polo socio-culturale diffuso

San Benedetto 6' di lettura 19/04/2021 - Le risorse economiche che saranno poste a disposizione dalla UE e dai bandi nazionali, ci offrono un’occasione più unica che rara per restituire dignità ad un’importante porzione della nostra città storica, trasformando un contesto degradato, in uno spazio vitale capace di assolvere al ruolo di elemento trainante della cultura, dell’economia e dell’urbanistica nella nostra città, enfatizzando le grandi potenzialità del contesto.

Risultato che potremmo conseguire qualora riuscissimo a capitalizzare dette risorse selezionando i bandi che risultino funzionali al progetto che intendiamo realizzare, evitando il processo inverso adottato dal duo Regione-Comune volto a subordinare il progetto stesso ai bandi pronto uso, nella totale assenza di un pubblico confronto con la città.

L’approccio al progetto ideale presuppone l’elaborazione di un piano preventivo che, individuate le grandi strutture da riqualificare, attribuisca loro una precisa identità funzionale, condizione necessaria per rendere possibile il recupero dell’intero patrimonio pubblico di Pesaro (Rocca Costanza, San Domenico, Palazzo Mazzolari-Mosca, ecc.).

Si ritiene infatti che soddisfare tutte le esigenze della città attraverso il San Benedetto, potrebbe comportare il relegare all’oblio le altre strutture. Premesso quanto sopra la proposta che segue intende fornire una alternativa sostenibile e qualificante alle ipotesi fin qui espresse.

LA PROPOSTA di GruppozerO: Il POLO SOCIO-CULTURALE DIFFUSO

La soluzione formulata da GruppozerO è quella di un POLO SOCIO- CULTURALE DIFFUSO che, sviluppandosi al livello suolo di un nuovo PARCO URBANO, si identifichi nei tre punti focali rappresentati dal San Benedetto, la Biblioteca San Giovanni, gli Orti Giulii unitamente alla sua “incompiuta” e all’Osservatorio Valerio, raccolti attorno ad una nuova piazza-giardino avente accesso da Porta-Rimini.

Spazi ed attività che tra loro interconnessi permettano di creare un PARCO nel quale la città possa identificarsi, promuovendo la socializzazione e l’avvio di attività collegiali mirate a capitalizzare le risorse del nostro territorio a beneficio dell’intera collettività, incrementando nel contempo l’attrattività turistica della città.

Una soluzione che permetterebbe di rigenerare l’intera area in maniera equilibrata, coniugando la sostenibilità economica dell’operazione con la vocazionalità del luogo e con il futuro recupero degli edifici storici della città.

IL SAN BENEDETTO

La proposta formulata presuppone un sapiente recupero dell’ex- manicomio, chiamato a svolgere il ruolo di elemento catalizzatore dell’intero sistema. A tal proposito si ritiene necessario definire gli elementi cardine che alle varie scale di progetto, permettano di enfatizzare le potenzialità della struttura e dell’intero parco.

01 - LA SCALA URBANISTICA

Il San Benedetto, per la storia che lo caratterizza, la collocazione e l’imponenza della sua struttura, possiede i requisiti necessari per assolvere ad un’importante funzione urbanistica, capace di rigenerare l’intera zona avviando processi innovativi del vivere la città.

A questa scala, gli elementi cardine della proposta risultano i seguenti:
a) Un perimetro di progetto che, oltre al San Benedetto, includa Porta Rimini, gli Orti Giulii e la Biblioteca San Giovanni. L’operazione permetterebbe di generare un nuovo Parco urbano che, grazie alla pedonalizzazione di via Belvedere, risulterebbe completamente car-free.
b) La creazione di una nuova piazza-giardino che, composta da una zona lastricata prospiciente Porta Rimini e dal giardino del San Benedetto, possa svolgere la funzione di raccordo tra le varie parti nonché baricentro dell’intero sistema.
c) In questo scenario Porta Rimini tornerebbe a svolgere il ruolo di ingresso alla città, diventando un punto di contatto tra la rete dei percorsi ciclo- pedonali periferici con una nuova rete interna alla città storica che, opportunamente studiata, potrebbe conciliare i flussi pedonali con quelli ciclabili.
d) La proposta formulata presuppone l’allontanamento delle auto dalla città storica che tuttavia potrebbero trovare sistemazione nel parcheggio multipiano da realizzare sull’area ex-Suzuki, posta a circa 300 ml da Porta Rimini e prospiciente la statale Adriatica.

02 - LA SCALA ARCHITETTONICA

Il recupero del San Benedetto richiede l’impiego di ingenti risorse, ragione per la quale il progetto dovrà riuscire a conciliare sapientemente l’integrale mantenimento della proprietà pubblica con una calibrata complessità delle funzioni, in uno scenario di sostenibilità economica dell’operazione. A questa scala, gli elementi cardine della proposta risultano i seguenti:

1- La definizione di un’ossatura portante dell’intero complesso che sviluppandosi alla quota suolo, attraverso una trama di percorsi e spazi pubblici, permei l’intero S.Benedetto creando un itinerario senza soluzione di continuità. Itinerario che iniziando dal Corso XI Settembre, raggiunga i cortili interni, la nuova piazza-giardino, proseguendo verso la Biblioteca San Giovanni e gli Orti Giulii.
2- L’integrale accessibilità dei percorsi del piano terra renderà fruibili tutti gli ambienti collocati a questo livello da destinare ad attività di pubblico interesse, come un centro per esposizioni temporanee, spazi museali, didattici, laboratori artistici, ecc. - Al “Museo delle stufe” verrebbe affidato il compito di rappresentare la memoria storica dell’ex-manicomio.

3- I piani più elevati del San Benedetto potrebbero essere invece destinati alle sedi di quegli enti pubblici che, attualmente dislocati in città in maniera dispersiva, costosa e spesso inefficiente, potrebbero ridurre sensibilmente il costo della loro logistica, contribuendo a rendere sostenibile il recupero, la gestione e la manutenzione del San Benedetto.
4- Il corpo di fabbrica del complesso che si affaccia su via Mammolabella, dotato di un nuovo accesso verso la piazza-giardino, potrebbe essere destinato alle associazioni di volontariato, operazione che permetterebbe di riconoscere loro ed incentivare l’importante contributo socio-culturale che stanno offrendo alla nostra città.
5- L’ex-lavanderia del San Benedetto, acquisendo una posizione di privilegio nell’ambito dell’intervento di rigenerazione, potrebbe essere utilizzata come sede della Circoscrizione Centro-Mare, predisponendo al suo interno ambienti per assemblee pubbliche funzionali sia alle attività del quartiere che alle iniziative legate al nuovo Parco urbano cittadino.

GLI ORTI GIULII

In questo scenario, gli Orti Giulii rappresentano una componente imprescin- dibile del nuovo Parco. A tale riguardo l’Accademia Agraria, insediandosi nella nuova struttura con la sua preziosa biblioteca tematica, potrebbe tornare a svolgere attività didattico-sperimentali, riqualificando il giardino unitamente all’Istituto Agrario A.Cecchi. L’Osservatorio Valerio, meritevole di essere riconosciuto come Osservatorio storico, nel rilanciare la sua preziosa attività, potrebbe porre a disposizione i suoi preziosi strumenti utilizzati nel tempo per le rilevazioni sismico- meteorologiche, che rappresentano materia museale di grande interesse storico-scientifico. (Proposta già formulata dal Comitato "Salviamo gli Orti Giulii).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2021 alle 08:38 sul giornale del 20 aprile 2021 - 316 letture

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