Il piazzale della Provincia intitolato all’ex presidente Vito Rosaspina

Provincia di Pesaro e Urbino 5' di lettura 26/03/2021 - “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. E’ citando il Sommo Poeta, nella giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri (Dantedì), che il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini ha aperto la seduta del Consiglio provinciale di giovedì sera, con l’auspicio di uscire presto dall’emergenza sanitaria ed il riferimento anche alla luce in fondo al tunnel che la Provincia sta cominciando a vedere grazie ai finanziamenti assegnati dallo Stato per scuole e strade provinciali, dopo anni di tagli e prelievi forzosi.

PIAZZALE DELLA PROVINCIA DEDICATO A VITO ROSASPINA
Il Consiglio provinciale ha poi approvato all’unanimità un ordine del giorno proposto dalla consigliera del gruppo “Provincia Casa dei Comuni” Barbara Massi per l’intitolazione del piazzale interno della sede della Provincia all’ex presidente Vito Rosaspina, “affinché possa restare sempre vivo il ricordo di un uomo di grande spessore politico e morale, nonché per il contributo
dato alla Provincia di Pesaro e Urbino”. Rosaspina, scomparso nell’agosto 2018, fu partigiano, sindaco di Piandimeleto e presidente dell’Amministrazione provinciale dal 1980 al 1993, oltre che assessore regionale e presidente dell’Upi Marche.

“Fu punto di riferimento per il territorio e per l’entroterra – ha evidenziato Barbara Massi -, un politico attento che ha sempre mantenuto aperto il dialogo con i cittadini, guidando la Provincia con tenacia, concretezza e determinazione, caratterizzandosi per spirito di iniziativa e grande concretezza”. Nell’ordine del giorno sono state anche ricordate alcune opere realizzate dall’ente sotto la sua guida: dal potenziamento della viabilità provinciale (tra cui l’inizio del progetto Guinza ed il collegamento della vallata del Foglia con quella del Metauro attraverso il traforo pedemontano Lunano – Sant’Angelo in Vado), alla metanizzazione ad uso civile nell’entroterra fino al rilancio del settore termale e minerario con Carignano e le fonti della Val di Meti.

“Abbiamo subito condiviso questo ordine del giorno – ha detto la capogruppo di ‘Cambiamo Pagina’ Margherita Mencoboni -. Sono stata assunta in Provincia nel 1987 quando Rosaspina era presidente, è stato una grande persona dal punto di vista amministrativo, morale, istituzionale. Chi entrerà in questo piazzale capirà la valenza che ha avuto nel territorio”. “Una personalità di altissimo di livello – ha commentato il consigliere di ‘Provincia Casa dei Comuni’ Palmiro Ucchielli, che fu assessore ai Lavori pubblici durante il suo mandato -, con una profonda conoscenza del territorio e degli uomini della politica. Un uomo curioso, vivace nelle discussioni, devo ringraziare persone come lui che mi hanno insegnato ancora di più la politica”. Da parte sua, il presidente 10 alle Giuseppe Paolini ha ricordato quando negli anni ’70 Rosaspina andò ad Isola del Piano per visitare la cooperativa Alce Nero, ora Girolomoni, fondata dallo stesso Paolini insieme ad altri amici. “Fu prodigo di consigli, ricordo che incuteva rispetto e soggezione, accompagnati però da simpatia e affabilità”.

PONTE SUL CESANO, UNA NUOVA BRIGLIA
Tra i punti all’ordine del giorno una variazione al Dup (Documento Unico di Programmazione) 2021-2023, approvata all’unanimità, per l’inserimento nel “Programma triennale delle opere pubbliche” di due nuovi finanziamenti giunti alla Provincia: un finanziamento di 110mila da parte dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale per realizzare una nuova briglia sul fiume Cesano, in corrispondenza del Ponte dell’Acquasanta, sulla strada provinciale 13 (a circa un km dal centro abitato di San Michele al Fiume e a confine con la provincia di Ancona) e l’assegnazione di 152mila euro dalla Regione Marche per installare impianti di ventilazione nelle aule scolastiche, nell’ambito di un “intervento straordinario per lo svolgimento in sicurezza delle attività didattiche a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19”.

“PALAZZO PETRUCCI” DI FANO, SI INTEGRA LA CONVENZIONE
Il Consiglio provinciale ha poi approvato, sempre all’unanimità, un “addendum” che farà da appendice alla convenzione firmata nel 1998 tra Provincia e Comune di Fano (sulla base di una legge del 1996 che prevedeva il trasferimento alle Province di immobili dei 10 alle Comuni e dello Stato destinati a sede di scuole di istruzione secondaria superiore), attraverso la quale era stato trasferito all’amministrazione provinciale in uso gratuito Palazzo Petrucci, all’epoca sede dell’Istituto professionale di Stato per i servizi commerciali e turistici “Olivetti”, ora aggregato all’IIS “Polo 3” tecnico – professionale di Fano. “Poiché una porzione del fabbricato non era stata originariamente destinata a scuola superiore ed è rimasta nella disponibilità del Comune di Fano – ha spiegato il direttore generale Marco Domenicucci – abbiamo chiesto all’amministrazione comunale, che si è detta favorevole, di procedere all’integrazione della convenzione per poter trasferire così in uso gratuito l’intero immobile. Questo ci consentirà anche di candidare Palazzo Petrucci all’assegnazione dei prossimi finanziamenti del Ministero dell’Istruzione”.

PIANO ANNUALE PER LA GESTIONE DEL CINGHIALE
Approvato dal Consiglio provinciale, con il voto contrario del gruppo “Cambiamo Pagina”, il “Piano annuale 2021 per la gestione del cinghiale nella Riserva naturale statale “Gola del Furlo”, che ha come obiettivo principale quello di contenere i danni alle produzioni agricole nell’area protetta e nelle zone limitrofe. Come spiegato dal presidente Giuseppe Paolini, secondo i dati forniti dal direttore della Riserva del Furlo Maurizio Bartoli, l’ultimo censimento (marzo 2021) ha fatto registrare la presenza di 202 cinghiali all’interno della Riserva (contro i 162 del 2020), anche se si stima un numero quasi pari di capi che non si riescono a censire. Per il 2021 è stato previsto l’abbattimento di 218 esemplari. Il consigliere di “Cambiamo Pagina” Giovanni Dallasta, nell’evidenziare come i cinghiali arrivino ormai anche nelle città, ha proposto “la creazione di un tavolo per adottare provvedimenti più efficaci” anche se il presidente Paolini, pur dicendosi d’accordo, ha sottolineato come la Provincia abbia competenza in materia soltanto all’interno della Riserva, essendo il settore “caccia” passato alla Regione Marche dopo la legge di riforma delle Province del 2014. “Sono comunque favorevole – ha aggiunto – ad un confronto con Regione Marche, cacciatori, agricoltori e tutti i soggetti interessati”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-03-2021 alle 08:14 sul giornale del 27 marzo 2021 - 302 letture

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