I genitori della 1A della primaria di Montelabbate: "Riapriamo le scuole. Torniamo a dare valore alla vita"

palestra montelabbate 3' di lettura 26/03/2021 - D.A.D o D.D.I Cosa significa? Il senso dell’acronimo è facilmente identificabile. D.A.D. sta per “Didattica A Distanza”, D.D.I.indica invece Didattica Digitale Integrata. Sono le modalità che tanti bambini, ragazzi e genitori hanno imparato a conoscere a partire dal Marzo 2020 e che hanno sostituito o integrato, quello che in precedenza veniva chiamato Tempo Scuola.

Una risposta ad una emergenza dunque. Forse non l’unica, forse non la migliore, ma comunque comprensibile in un tempo di risposta che necessariamente doveva essere breve e funzionale allo scopo: mantenere almeno un cordone di collegamento tra la Scuola e tutti i bambini e ragazzi che la frequentavano prima dell’arrivo del Covid 19. Ciò dunque, come detto, era comprensibile nel Marzo 2020. Ma, ci chiediamo, può esserlo ancora nell’Aprile del 2021? Davvero è possibile che in un intero anno di “emergenza” non sia stato possibile creare un meccanismo diverso?

Innegabilmente la D.A.D. o D.D.I. hanno dei risvolti pratici di immediata utilità: - limitare gli spostamenti e quindi i contatti potenzialmente a rischio non solo dei ragazzi ma anche di tutta quella folla di persone che oggi, molto più di un tempo, ruota intorno ad essi. I genitori infatti spesso devono appoggiarsi, in Italia, a fratelli, sorelle, zie, amici e, soprattutto, nonni, per riuscire ad integrare il lavoro con le necessità di trasporto dei figli. - una nuova forma di ammodernamento di scuole e corpo docenti. Possibilità che fino al 2020 sembrano fantascienza ora sono alla portata di tutti, quali lezioni registrate e rivedibili che permettono l’accesso, in particolare nell’ambito universitario, anche a quelle persone che lavorando o vivendo lontani dagli atenei non avrebbero potuto diversamente disporne. - Riduzione dei costi di gestione delle strutture scolastiche, sia legati alle utenze che al mantenimento delle condizioni igieniche dei plessi.

Ma a cosa si è rinunciato in favore di questi benefici? - al saluto della maestra al mattino sulla porta della Scuola, che invita all’entrata e accompagna nella separazione dei bambini (specialmente quelli più piccoli) con il mondo famiglia. - all’accompagnamento e riconoscimento emotivo - al momento della merenda e del gioco insieme, un momento conviviale certo, ma anche una porta verso l’Altro, un educazione da cui i bambini e i ragazzi non possono prescindere per la loro crescita futura. - al momento del pasto, in cui, ancora, si sviluppano le autonomie di base e l’educazione al cibo. - all’attenzione, non lontanamente equiparabile quella possibile attraverso la didattica a distanza - all’autoorganizzazione e conseguente autorealizzazione

La valutazione tra benefici e demeriti di questa modalità comporta che ancora una volta, una volta in più, si è sacrificato un beneficio di lungo respiro in favore della praticità, della razionalizzazione e della miglior gestione. Quello che vi chiediamo è quindi: di cosa è fatta la natura dell’uomo? Dai rapporti e dalle esperienze che vive o dalla praticità e dalla efficienza con cui produce?

La domanda è volutamente capziosa, certo. La vostra risposta però riesce a non esserlo? A voi la parola. Noi abbiamo detto la nostra, che possiamo riassumere in:

Torniamo a dare valore alla vita. Da uno schermo non si può stringere la mano di nessuno. Chissà, forse è un altro degli effetti positivi ricercati? Dividi et impera…. Buona riflessione!


I genitori della classe 1A della Scuola Primaria di Montelabbate che oggi, 26 marzo, hanno deciso di unirsi alla protesta nazionale contro la DAD e staccare i bimbi dal PC






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-03-2021 alle 10:03 sul giornale del 27 marzo 2021 - 3193 letture

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