Toccaceli (FdI-Gioventù Nazionale): "Chiedi ai tuoi professori cosa sono le foibe, è lo slogan che abbiamo creato per rimarcare la necessità di una memoria condivisa”

Giacomo Toccaceli 2' di lettura 10/02/2021 - La legge n.92 del 30 marzo del 2004 ha cercato di colmare il vuoto, lungo oltre settant’anni, lasciato sui libri di storia per “la memoria dei nostri connazionali la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.”

Le Foibe: le insenature carsiche dove persero la vita decine di migliaia di nostri connazionali, in quanto per gli uomini del maresciallo Tito erano “colpevoli di essere italiani”.

Oltre che sull’episodio di pulizia etnica, documentato dalla storia, l’accento va posto anche sulla dimostrazione di quanto l’uomo possa manifestare il lato più crudele di se proprio contro un altro uomo. Di conseguenza è importante conoscere il passato per scongiurare la ripetizione di fenomeni simili in futuro: l’accanimento, con la guerra conclusa, nei confronti di un popolo che non voleva rinnegare le sue origini, la propria cultura e le proprie tradizioni. Purtroppo, ancor’oggi, è necessaria la necessità di costruire una memoria condivisa sui tragici eventi della storia della nostra Nazione, per far si che non esistano più vittime di serie A e vittime di serie B.

Il mancato racconto della verità sulla tragedia che ha colpito il popolo istriano- giuliano-dalmata, che in alcuni casi lascia spazio al puro negazionismo è un rammarico che si amplifica con il trascorrere degli anni. È come fa morir due volte i 10mila infoibati e negare una pace con il passato agli oltre 350mila esuli ed ai loro eredi, che difficilmente hanno trovato posto nella loro madre Patria nonostante le proprie radici affondassero nel verde, nel bianco e nel rosso del tricolore italiano.

“CHIEDI AI TUOI PROFESSORI COSA SONO LE FOIBE” è lo slogan con il quale invitiamo gli studenti di oggi a conoscere e pretendere la verità, su quanto è accaduto settant’anni prima ai loro connazionali.

È proprio dalla scuola, che deve partire la costruzione della memoria condivisa, con spiegazioni oggettive di quanto accaduto nel nostro paese, aldilà della mera retorica progressista che spesso si dimentica dei martiri della nostra Patria. L’insabbiamento culturale sulle Foibe mostra come la Storia scritta dalla sinistra italiana è stata strumentalizzata e utilizzata per effimeri fini politici.

Invito inoltre tutti gli istituti scolastici superiori ad organizzare cineforum su questo tema, estendo l’invito a collaborare alla Provincia di Pesaro-Urbino, oltre che ai comuni dove questi hanno sede.

Inoltre per l’ occasione, i prossimi giorni, rispettando tutte le prescrizioni anti-covid, verrà deposto un simbolico omaggio al parco dedicato agli esuli giuliano-dalmati di Trebbiantico (Pesaro) e nella via intitolata a Norma Cossetto a Fano.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2021 alle 07:36 sul giornale del 11 febbraio 2021 - 1261 letture

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