Schiaffi e minacce in carcere, detenuto con problemi psichiatrici aggredisce il comandante della polizia penitenziaria

istituti penitenziari 3' di lettura 08/02/2021 - Nelle ultime ore si è registrato l’ennesimo grave episodio di tensione ed intolleranza contro un Dirigente del Corpo di Polizia penitenziaria, comandante del Reparto nel carcere di Pesaro.

Lo denuncia la Segreteria Regionale Sindacato Autonomo Polizia Penitenziari Sappe, per voce del segretario Nicandro Silvestri. “Quel che è successo è di una gravità inaudita e sconcertante”, spiega. “Purtroppo a nulla sono servite le proteste, le richieste di intervento del Sappe agli Uffici dell’Amministrazione penitenziaria sulle problematiche lavorative, sulle aggressioni e minacce da parte dei detenuti e sull’assegnazione di detenuti con problemi psichiatrici. Un totale immobilismo che, oltre a comprimere i diritti del personale, ha prodotto una impressionante sequenza di episodi di violenza da parte dei detenuti verso il personale di Polizia Penitenziaria che opera nell istituto pesarese".

Nella giornata odierna, verso le ore 10.00 circa un detenuto di origine italiana con problemi psichiatrici, che già nella giornata di venerdì 5 febbraio aveva prima aggredito senza motivo un agente e successivamente si era autolesionato il corpo, ha rotto gli arredi della propria cella, minacciando di darle fuoco, se non conferiva con il comandante del reparto.

Informato in merito il comandante del reparto della polizia penitenziaria, ha provveduto a interloquire con il soggetto, il quale a distanza di alcuni minuti di colloqui, ha aggredito il comandante sferrandogli uno schiaffo al volto, minacciandolo ripetutamente di morte e accusandolo di essere la causa del suo mancato trasferimento in un altro istituto.

"Il Sappe nel rinnovare la denuncia circa l’assenza di attenzione da parte del provveditorato dell’amministrazione penitenziaria nei confronti delle problematiche lavorative del personale, dei diritti dello stesso etc etc , contesta e chiede che vengano resi noti i motivi per i quali continuano a essere assegnati all’istituto pesarese detenuti con problemi psichiatrici che peraltro si sono resi protagonisti di episodi simili in altri istituti e i motivi per il quale detto detenuto autore di un aggressione solo 3 giorni fa, ancora non è stato trasferito in idoneo istituto. E non è vero, e quindi è da smentire, la circostanza che il detenuto, a seguito dei fatti del 5, non è stato messo in isolamento come invece riportato su alcuni organi di stampa".

"Purtroppo non vediamo azioni decise da parte di Ministero della Giustizia e Dipartimento tese a tutelare i poliziotti, finalizzate a contrastare le aggressioni, le colluttazioni e i ferimenti si verificano costantemente, con poliziotte e poliziotti contusi, offesi e feriti e addirittura colpiti dal lancio di feci e urine dei detenuti, con celle devastate ed incendiate. Basta!”

Il Segretario Genera del SAPPE Donato Capece ricorda che nelle ultime settimane il Sappe è sceso in piazza proprio per “denunciare le gravi violenze contro i poliziotti delle carceri italiane, sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti e la mancata assunzione di provvedimenti in materia di ordine e sicurezza delle carceri da parte del Ministero della Giustizia a tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sintomo evidentemente di una mancanza di progettualità dell’esecuzione della pena e, in questo, contesto del ruolo dei Baschi Azzurri.”

“Gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa”, prosegue. “E tutto questo in assenza di provvedimenti utili a garantire la sicurezza e l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria”.






Questo è un articolo pubblicato il 08-02-2021 alle 19:28 sul giornale del 09 febbraio 2021 - 5704 letture

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