I pigottari e le pigottare pesaresi offrono a Unicef la loro opera, bravura, ingegno e arte

pigotta 3' di lettura 19/01/2021 - C è un filo che unisce due cuori in una Pigotta: c’è il cuore di chi l’ha donata dopo averla fatta nascere e quello di chi l’ha “adottata”per aiutare i bambini e gli adolescenti in difficoltà per colpa delle guerre delle carestie, della povertà o dell’abbandono in molte parti del mondo, compresa l’Italia.

Pigotta è la parola con la quale si identificava, nel milanese, la bambola di pezza ovvero in dialetto “bugatta” , fabbricata dalle nonne per le nipotine senza giocattoli nel dopoguerra e ora è il nome della bambola che identifica Unicef Italia nel mondo. Sì, perché la Pigotta è diventata un marchio registrato solo italiano!

Fatta di ritagli di stoffa e di lane avanzate è bellissima e sorridente perché sa di essere un gesto d’amore. E unica e speciale, ognuna ha un nome, una data di nascita e caratteristiche uniche perché fatta a mano nei ritagli di tempo di chi, anche se ne ha poco, lo usa per donarlo a chi ne ha bisogno.

A volte è imbranata e un po’storta perché fatta dalla mano incerta di un bambino o una bambina a scuola, sotto la guida di insegnanti consapevoli che la solidarietà è un bene ed è una virtù che va imparata; a volte è dolcissima e tenera perché vestita di abiti di lana fatti ai ferri o all’uncinetto da donne che ancora ne conoscono l’arte; a volte è splendida con vestiti di scena o passamanerie perché è stata fatta da mani artistiche. Tutte però sono espressione di attenzione all’altro, di voglia di sentirsi parte di una comunità che non si disinteressa, che consegna anche il poco che può fare e dare, per aiutare chi ha ancora meno.

Ogni anno, sostenendo Unicef, si trasforma in vaccini, alimenti terapeutici, denaro per costruire pozzi, scuole e diventa un volontario che porta assistenza ad ogni bambino in pericolo. La prima Pigotta è stata realizzata da Jo Garceau del Comitato Provinciale UNICEF di Milano nel 1988 e dal 1999 la Pigotta è diventata bambola ufficiale dell’UNICEF ITALIA, dalla sua nascita ne ha aiutati e salvati milioni di bambini.

"In qualità di Presidente provinciale Unicef - commenta Marisa Rossini - ringrazio tutte le “pigottare” e, (perché no?) i “pigottari” storici, i nuovi volontari: Enrica Mariani - Fano; Maria Tonini – Fano; Nicoletta Marcantognini - Barchi; Nilvana Smacchia -Sant'Angelo in Vado; Patrizia Crepuscoli - Barchi; Silvana Secondini - Barchi; Stefania Occhialini – Fano; Valeria Allegrezza – Barchi; La “Compagnia delle Catenelle” – coordinata da Domizia Frigerio -Barchi; Lucia Tempesta - Pesaro; Laboratorio Ittico Artlab – Pesaro; Liceo Artistico Mengaroni - Pesaro e tutti coloro che in questi anni e tuttora offrono a Unicef la loro opera, bravura, ingegno e arte".

"Ringrazio i cittadini che in questo tempo natalizio, pur faticoso e sospeso di pandemia , si sono recati presso la nostra Sede per “adottare”almeno una Pigotta . Mi auguro che aumenterete, pigottare e pigottari e che in tanti verrete nuovamente a trovarci presso la nostra Sede di via Mazzolari a Pesaro. Vi assicuro che uscirete con sul volto lo stesso sorriso della Pigotta che avrete in mano".


da Unicef
Comitato Provinciale Pesaro-Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-01-2021 alle 10:20 sul giornale del 20 gennaio 2021 - 531 letture

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