Piero Fassino e Luca Ceriscioli: crisi politica incomprensibile

3' di lettura 16/01/2021 - “Dobbiamo affidarci alla responsabilità di chi siede in Parlamento in un momento molto difficile per il Paese per evitare le conseguenze della crisi politica in atto. Non penso che si possa contare su Matteo Renzi il cui comportamento pare davvero incomprensibile. Spero che si possano trovare persone che, specie in Senato, sentano questa responsabilità verso il Paese e consentano di aprire una fase nuova per la maggioranza facendo mantenere al Governo il ruolo importante che si è ricavato in questi mesi, anche in termini di autorevolezza in Europa”.

Sono le parole del già Presidente alla Regione Marche Luca Ceriscioli espresse a margine dell’incontro on line “Da Trump e Biden un nuovo corso è possibile”, promosso da Circolo Pd di Villa Fastiggi di Pesaro e dall’associazione Upupa. Difficile evitare la riflessione sulla situazione politica italiana in seguito alla apertura della crisi determinata da Mattero Renzi e dal Partito Italia Viva. Parla di “crisi incomprensibile” anche un altro relatore dell’appuntamento, Piero Fassino, Presidente della Commissione Esteri della Camera, “I cittadini vogliono sapere come uscire dalla crisi pandemica e da quella altrettanto grave economica e non sono interessati ad una crisi di governo aperta in questo modo, proprio ora che il Paese sta affrontando la pandemia e la campagna vaccinale, oltre che cercare una via d’scita alla delicata situazione economica. E’ legittimo – prosegue Fassino – cercare di apportare integrazioni o correzioni all’attività di governo, come accaduto con il Ricovery Plan, modificato in corso d’opera. Cosa diversa però dall’aprire una vera crisi di cui non si capiscono i motivi ed i contorni. Un’altra maggioranza non c’è, un governo tecnico sarebbe molto debole e andare ad elezioni adesso significherebbe una paralisi di 4 – 5 mesi, in piena pandemia. Credo si debba fare quadrato e tenere in piedi la maggioranza”.

“Una crisi del genere non viene compresa né da cittadini né a livello internazionale – riprende Ceriscioli – e il nostro Paese rischia di perdere opportunità importanti anche in Europa che sta pensando, come mai prima, ad un rilancio economico con strumenti interessanti come il Green Deal o lo sviluppo basato sui criteri della sostenibilità”. Di sostenibilità ha parlato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile sottolineando come “la situazione si particolarmente delicata anche dal punto di vista ambientale, a causa della crisi climatica e di quella della bio diversità. Durante la pandemia le emissioni di Co2 di origine energetica sono calate dal 7 al 9 per cento su scale mondiale, ma non è bastato a ridurre le concentrazioni di gas serra che hanno continuato a crescere. La crisi del clima quindi si sta aggravando, non essendo calate le concentrazioni. E’ grave la situazione anche in tema di bio diversità con l’accelerazione dell’estinzione delle specie, la deforestazione in crescita, così come l’inquinamento dei mari”.

Roberto Ghiselli, della segreteria Nazionale della Cgil, ha sottolineato come la crisi riguardi anche il lavoro con il Covid che ha allargato le diseguaglianze già esistenti e “L’Italia non può perdere l’occasione economica che arriva dall’Europa la quale si è indirizzate verso politiche monetarie nuove puntando allo sviluppo del lavoro e della tutela ambientale”. Hanno introdotto l’incontro, moderato dal giornalista Luca Fabbri, Andrea Salvatori, Segretario del Circolo Pd Villa Fastiggi e Flavia Magi, dell’associazione Upupa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-01-2021 alle 09:39 sul giornale del 17 gennaio 2021 - 809 letture

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