Detenuto devasta un'intera sezione del carcere di Pesaro, ingenti i danni

carcere Pesaro 2' di lettura 08/12/2020 - Le Organizzazioni Sindacali firmatarie hanno denunciato l’ennesimo evento critico avvenuto all’interno della Casa Circondariale di Pesaro.

Nella giornata di lunedì un detenuto di nazionalità marocchina per futili motivi ha devastato un’intera sezione detentiva, dapprima ha divelto e distrutto le telecamere poste all’interno del reparto detentivo, poi ha staccato parte dell’impianto elettrico dal muro provocando un black-out sulla linea elettrica. Non contento e non affatto soddisfatto, ha distrutto tutto quello che gli capitava a tiro ovvero tavoli, sgabelli, telefoni ecc., mettendo in subbuglio ed a rischio la sicurezza del reparto.

Inutili e inascoltati sono stati i tentavi messi in atto dal Personale di Polizia Penitenziaria, allo scopo di farlo desistere nel distruggere i beni dell’Amministrazione Penitenziaria, in quanto il detenuto era in preda ad una crisi di nervi e in questi casi bisogna solo “sperare e pregare” che l’Agente di P.P. in servizio in sezione non abbia la peggio.

Lo stesso detenuto alcuni giorni or sono aveva devastato ed incendiato un'altra stanza detentiva distruggendo i sanitari e le suppellettili a cui ha dato fuoco bruciando un materasso e di conseguenza rendendo inagibile la camera.

Le ultime demolizioni e distruzioni messe in atto dal ristretto sono le ultime di una lunga serie, difatti tale soggetto si distingue per averle compiute in tutti gli Istituti dai quali è stato allontanato per gli stessi gravi motivi, ovvero per aver compresso l’ordine e la sicurezza degli Istituti Penitenziari.

Ingenti sono finora i danni di cui dovrà rispondere il detenuto all’Amministrazione Penitenziaria, i quali si aggirano già da diverse migliaia di euro, ma essendo indigente economicamente mai potrà risarcire lo Stato per i danni arrecati.

Il detenuto in questione si aggiunge alla lunga schiera di tutti quei soggetti che solitamente compiono il cosiddetto “Turismo Penitenziario”, ovvero l’Amministrazione Centrale e Regionale per tali soggetti facinorosi, preferisce trasferirli da un Istituto Penitenziario ad un altro nella speranza forse, perché durante il tragitto il detenuto possa ravvedersi e sia “folgorato” come “San Paolo sulla via di Damasco”.

A questo punto le organizzazioni sindacali chiedono a gran voce e con urgenza il trasferimento immediato del detenuto, visto che allo stato attuale pare non ci siano più stanze disponibili ad accogliere un soggetto con tali problematiche.


OSAPP; UIL PA; SINAPPE-SPP; USPP; FP-CGIL






Questo è un articolo pubblicato il 08-12-2020 alle 11:04 sul giornale del 09 dicembre 2020 - 7117 letture

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