Ottavo giorno di Covid per Don Marco: "E' come se ti fosse passato sopra un tir col rimorchio"

Don Marco di Giorgio 2' di lettura 06/12/2020 - Sono giorni difficili per Don Marco di Giorgio, il parroco della chiesa di Santa Maria Assunta a Montecchio da otto giorni sta lottando contro il Covid.

Il Don ha deciso di infomare parrocchiani e conoscenti sulle sue condizioni di salute. Don Marco risponde alla domanda più gettonata "Come stai?".

"Questa è la domanda che mi fanno tantissimi amici e allora provo a rispondere in modo più diffuso qui per chi ha voglia di leggere. Sono all’ottavo giorno di febbre oscillante da 37.2 al picco di ieri sera: 39.2! Sono assolutamente consapevole di essere fortunato rispetto alle persone intubate o in terapia intensiva, i miei polmoni sono puliti e posso stare a casa. Però vorrei raccontarvi cosa vuol dire avere “solo” la febbre".

"Dolori diffusi in tutto il corpo in particolare un simpatico dolore alla schiena che va dalla spalla destra all’osso sacro e che non si attenua in nessuna posizione (seduto, sdraiato, sul fianco eec). Questo impedisce un sonno profondo e ristoratore: l’unica cosa a cui agogno con tutto il cuore! Quando la febbre va improvvisamente su, senza preavviso, arrivano dei tremori interni, tipo grossi brividi, che afferrano braccia e gambe, se per caso sei in piedi devi fiondarti nel letto perché rischi di cadere. I tremori poi passano alla pancia e infine perfino alla mandibola per cui batti i denti letteralmente. Insomma perdi il controllo del tuo corpo per 5/10 minuti (tra i più lunghi della mia vita!) e non è una bella sensazione".

"Quando questi passano - continua Don Marco - di solito arriva una specie di nausea, con abbondante salivazione e poi arrivano gli “stranguloni” allo stomaco insomma ti viene da vomitare ma non vomiti niente! La sensazione generale in tutto questo è tipo (permettetemi l’immagine) come se ti fosse passato sopra un TIR col rimorchio e avesse fatto anche la retromarcia. Quindi ti senti completamente sfatto, sfinito, “asfaltato” e non hai voglia di fare assolutamente niente: non hai voglia di leggere o di scrivere, non hai voglia di parlare e neanche (Signore perdonami!) di pregare e, cosa molto preoccupante per me, non hai voglia neanche di mangiare. Ogni piccola cosa, anche prendere un bicchiere o rispondere al telefono ti costa uno sforzo mentale e fisico impegnativo".

Questo il ringraziamento del sacerdote ai tantissimi che lo stanno incoraggiando: "Grazie per la disponibilità (la frase più letta in questi giorni: “Se hai bisogno chiama!”). Grazie davvero. Sono commosso e grato! Ho scritto non per farmi compiangere, ma per ringraziarvi tutti, per chiedere una piccola preghiera e anche per quelli che...'Dai, in fondo è solo un’influenza un po’ più forte'.. prendila anche te che poi ne parliamo! Un abbraccio a tutti".






Questo è un articolo pubblicato il 06-12-2020 alle 09:07 sul giornale del 07 dicembre 2020 - 17615 letture

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