Scomparso Duilio Fabi, interprete della storia di Santa Maria delle Fabbrecce

Duilio Fabi 3' di lettura 17/10/2020 - Ieri mattina, 16 ottobre, è deceduto Duilio Fabi, un interprete della società pesarese in particolare di Santa Maria delle Fabbrecce. Questo il ricordo di Renato Molinelli.

"Ciao Duilio, alias Cippo. All’anagrafe era Duilio Fabi, un nome di cui andava fiero perché ricordava un suo zio partigiano. Si, era, perché ieri Duilio ci ha lasciati. Alcuni amici comuni mi hanno chiesto di ricordarlo perché ero quello che lo conosceva da più tempo. Per ricordarlo ci vorrebbe un libro, come meriterebbero un libro altri interpreti della storia del quartiere di Santa Maria delle Fabbrecce.

Non è retorica dire che per lui la famiglia, il lavoro, lo sport tutto, la musica e Pesaro erano le cose che amava di più. Era stato un abile artigiano e dopo un periodo di lavoro in proprio era stato assunto ed aveva lavorato, fino alla meritata pensione, per la ditta Belligotti. Il lavoro in fabbrica non gli aveva impedito di impegnarsi in prima persona per creare la squadra di calcio del quartiere.

Tutti noi lo ricordiamo infatti per i suoi trascorsi nella squadra di calcio di Santa Maria delle Fabbrecce. Accompagnava i ragazzi agli allenamenti o alla partita e poi li riportava a casa. Quanti genitori si sono fidati di lui lasciandogli i loro figli perché ispirava fiducia. Quanti ragazzi, non solo del quartiere, hanno conosciuto Duilio. Quanti di loro sono diventati adulti ed a loro volta hanno affidato i loro figli alla sua passione. Alcuni di loro hanno affidato anche i nipoti. Era amato e ben voluto ovunque, in ogni campo della provincia era conosciuto.

Era stato arbitro di buon livello e spesso nelle giovanili arbitrava le partite dei suoi ragazzi anche se loro non lo volevano perché troppo onesto e non “teneva” per loro. Quante trasferte con tutte le squadre, dai grandi ai pulcini. Quante soste per offrire, ai più piccoli, un’aranciata o un gelato. Quante volte mi chiamava per dire basta perchè non vedeva negli altri la sua stessa passione. Aveva, come tutti noi, la sua personalità che a volte lo portava a scontrarsi con gli altri ed io a fare da paciere perché non potevamo perdere uno come lui. Non lo faceva per cattiveria ma per troppa bontà ed attaccamento verso il Fabbrecce.

Per concludere ricordo un aneddoto, in occasione di un torneo della categoria giovanissimi gioco sul campo di Vismara l’allora Lanerossi Vicenza ed al centro dell’attacco lo aveva colpito il gioco del centravanti e mi disse “quel ragazzo farà strada”, quel giocatore era Gianluca Vialli.

Ciao Amico, ma amico nel senso più alto del termine, non come ora che sui social rischi di essere amico di uno sconosciuto. Ciao da tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerti.






Questo è un articolo pubblicato il 17-10-2020 alle 08:32 sul giornale del 18 ottobre 2020 - 2791 letture

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