Niente proroga delle scadenze fiscali, commercialisti in rivolta

paolo balestieri 3' di lettura 22/07/2020 - Niente proroga dei versamenti fiscali, commercialisti pesaresi in rivolta per la decisione del Governo.

“Siamo rammaricati – afferma Paolo Balestieri presidente dell’Ordine dei commercialisti di Pesaro e Urbino – A nulla sono valsi gli appelli del nostro Consiglio nazionale che in queste settimane ha chiesto ripetutamente di prorogare le scadenze delle imposte. Abbiamo sperato inutilmente in una delle solite proroghe last minute a cui siamo abituati. E invece non è arrivata. Per questo non possiamo non manifestare il totale disappunto dell’intera categoria di fronte a questa scelta miope e ci troviamo costretti ad annunciare che aderiremo a tutte le azioni di protesta che il Consiglio nazionale deciderà di mettere in campo a tutela degli interessi della categoria e dell’economia tutta”.

Il 20 luglio scadeva il pagamento senza maggiorazioni dei saldi 2019 e degli acconti 2020 delle imposte sui redditi dei titolari di partita iva. Visto il periodo di grande difficoltà determinato dall’emergenza sanitaria, si confidava in una proroga. “Invece le autorità – continua Balestieri - non hanno tenuto in considerazione la difficoltà con cui gli studi dei nostri iscritti si sono trovati ad operare sia per le conseguenze del lockdown, con tutte le difficoltà che questo ha comportato nello svolgimento degli ordinari adempimenti, sia per il groviglio di dpcm, decreti e circolari che siamo stati costretti a studiare per aiutare al meglio i nostri clienti a trovare la rotta in questo labirinto di adempimenti (basti citare le oltre 30 circolari Inps per accedere alla cassa integrazione di cui, oggi, molti lavoratori non hanno visto traccia), per non dimenticare tutte le misure di aiuto concesse alle imprese che hanno però avuto dietro iter e procedure a volte estremamente farraginose, per non dimenticare i problemi informatici dei portali: quello dell’Inps per le pratiche dei 600 su tutti”.

In questi mesi difficili, prima con il lockdown e poi con la complessa fase di riapertura delle attività economiche, “noi commercialisti siamo stati impegnati più che mai ad assistere imprese, lavoratori e famiglie da un lato nelle valutazioni economiche e finanziarie relative alle scelte necessarie per affrontare le conseguenze del lockdown e dall’altro lato per assicurare loro l’accesso alle diverse misure di sostegno messe in campo dal Governo per l’emergenza, svolgendo in tal modo un ruolo fondamentale per la tenuta del tessuto economico-imprenditoriale del Paese. E tutti questi adempimenti straordinari hanno inevitabilmente sottratto il tempo necessario per la predisposizione delle dichiarazioni e per determinare gli importi dei versamenti”.

Non solo. “È anche assolutamente discutibile che gli organi di governo non abbiamo anche tenuto conto della grave crisi di liquidità che ha colpito il tessuto economico non solo del nostro territorio ma di tutta la nazione, e che rischia di generare una grave emergenza sociale. La giustificazione legata alle esigenze di bilancio diventa paradossale se confrontata con le manovre di oltre 80 miliardi messe in campo in pochi mesi per fronteggiare l’emergenza: non è credibile – conclude Balestieri - che non sia possibile trovare una soluzione ad una esigenza di cassa di poco più di due mesi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-07-2020 alle 08:04 sul giornale del 23 luglio 2020 - 709 letture

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