Ecosismabonus al via: ma siamo pronti?

5' di lettura 26/06/2020 - Tra una settimana il cosiddetto Ecosismabonus introdotto dal decreto “rilancio”, entrerà ufficialmente in vigore, seppure in assenza delle circolari attuative, che tardano ad arrivare.

Questo decreto, come noto ormai a tutti, è caratterizzato da una serie importante di misure riferite alla casa, sulla quale sono stati concentrati, o meglio incrementati, gli incentivi per l’efficientamento energetico e per l’adeguamento strutturale. Un’opportunità importante, che interessa tutti i proprietari di immobili. Per chiarire alcuni aspetti tecnici abbiamo interpellato l’ing. Cristian Angeli, un professionista esperto in sistemi costruttivi innovativi.

Ingegnere, è l’occasione giusta per far ripartire l’edilizia?

Sono molto ottimista a riguardo degli effetti che queste maxi agevolazioni potranno avere sull’economia e sull’edilizia. Il nostro Paese infatti, per primo in Europa, ha messo in campo un provvedimento potentissimo che determinerà un sostanziale “svecchiamento” del patrimonio immobiliare, che peraltro ne aveva bisogno, contando ben il 75% di edifici obsoleti proprio dal punto di vista energetico e antisismico. In realtà il provvedimento esisteva già dal 2012 ma ora sono stati incrementati i limiti di spesa e le percentuali di detrazione fiscale, con vantaggi sostanziali ai quali nessuno potrà rimanere indifferente. Io stesso l’ho valutato, oltrechè sul piano professionale, anche per la mia casa. Peccato che manchino ancora le circolari attuative, quindi siamo tutti in stand-bye.

Quando si saprà qualcosa di più preciso?

In teoria il 18 giugno doveva essere emanata una circolare attuativa dell’Agenzia delle Entrate, ma ancora non si è vista… Poi la prossima tappa è quella della conversione in legge del decreto, prevista entro il 18 luglio, poi mancherebbe un successivo decreto attuativo, previsto entro 30 giorni dalla conversione in legge, ovvero il 18 agosto. Se tutto va bene, quindi, potremo avere le idee chiare solo a fine estate… Ma nel frattempo si possono preparare i progetti, che richiedono tempo.

Come si può intervenire sugli edifici per accedere a queste agevolazioni?

Ogni caso deve essere analizzato singolarmente e, in funzione delle caratteristiche dell’edificio, vanno delineati gli interventi più opportuni e le conseguenti modalità di accesso al superbonus. Non esiste una “ricetta” preconfezionata. Ad esempio negli edifici realizzati prima degli anni ’80, ovvero prima dell’entrata in vigore delle norme antisismiche (che nella provincia di Pesaro risalgono proprio al 1983), è quasi sempre consigliabile operare con interventi sia di efficientamento energetico, sia di adeguamento strutturale, visto che questo decreto ci offre la possibilità di risolvere entrambi gli aspetti. Non ha senso migliorare le prestazioni energetiche senza valutare anche le condizioni di sicurezza del fabbricato. Entrambi gli interventi sono detraibili al 110% e sono “trainanti” per opere di tipo secondario, come ad esempio la sostituzione degli infissi. La materia è abbastanza complessa, quindi è opportuno affidarsi sempre a professionisti esperti, i cui costi sono anch’essi detraibili.

Le modalità per ottenere l’efficientamento energetico sono abbastanza intuitive, ma in che modo si può rendere antisismico un edificio?

In effetti l’aumento della cosiddetta classe energetica è relativamente semplice da ottenere, ad esempio introducendo un cappotto termico e sostituendo gli infissi, in modo che le prestazioni energetiche aumentino di almeno due classi. Per quanto riguarda invece la messa in sicurezza strutturale la procedura è un po' più complessa, anche dal punto di vista autorizzativo, ma ne vale la pena, essendo detraibile al 110% fino a un massimo di 96.000euro per ogni unità immobiliare. A tal fine esistono varie modalità di intervento, raggruppabili in due categorie principali. Si può intervenire aumentando la resistenza dell’edificio, oppure isolandolo alla base con i cosiddetti “isolatori sismici” che smorzano, cioè riducono, gli effetti del terremoto. A mio avviso, nel caso di edifici di dimensioni e caratteristiche “normali” è sufficiente optare per la prima soluzione, che si può esplicare facilmente mediante la realizzazione di “contro pareti” per rinforzare e irrigidire la struttura preesistente.

Quanto può costare un intervento di questo tipo?

I costi per ottenere la messa in sicurezza antisismica sono relativamente bassi, anche se variano molto in relazione alla tipologia dell’edificio, alla sismicità della zona e all’epoca di costruzione. Recentemente il Sole24Ore ha pubblicato una tabella di costi parametrici, indicando un’incidenza variabile mediamente tra 200 e 400euro a mq di superficie calpestabile. Significa che nel caso di una abitazione singola da 200mq il proprietario dovrebbe spendere al massimo 80.000euro, rientrando quindi pienamente nell’aliquota prevista dal decreto. Importante ricordare che esiste anche la possibilità di cedere il credito all’impresa, oppure a una banca, a una finanziaria o, pare, addirittura a soggetti privati. Quindi in linea teorica il proprietario dell’immobile avrebbe la possibilità di effettuare i lavori senza anticipare denaro. Ma per tutti questi aspetti di dettaglio è senza dubbio opportuno attendere i chiarimenti del Ministero.

Questi incentivi sembrano interessanti e convenienti, ma l’idea di abbandonare la propria casa potrebbe scoraggiare…

E’ risaputo che i muratori in casa non li vuole nessuno, ma anche questa volta la tecnologia può venire in aiuto. Per quanto riguarda gli interventi di efficientamento energetico e di messa in sicurezza sismica è possibile infatti adottare sistemi che permettono di operare esclusivamente dall’esterno dell’edificio e in tempi rapidissimi. Ad esempio si può applicare il sistema ICF (Insulating Concrete Form), realizzando delle contropareti di rinforzo già coibentate con pannelli isolanti che risolvono sia gli aspetti energetici sia quelli sismici, peraltro con costi molto contenuti.

Il vantaggio è senza dubbio quello di fare due cose in una volta sola e di poter operare senza richiedere ai proprietari di abbandonare, nemmeno temporaneamente, le loro abitazioni. Con l’azienda ICF ITALIA, con la quale collaboro, sto svolgendo varie simulazioni per essere pronti non appena verranno emanati i decreti applicativi. Non dimentichiamoci infatti che, stando a quanto riportato nell’attuale testo normativo, potranno essere portati in detrazione solo i lavori eseguiti (e pagati) entro il 31 dicembre del 2021. Una bella sfida.








Questo è un articolo pubblicato il 26-06-2020 alle 07:41 sul giornale del 27 giugno 2020 - 628 letture

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