Rissa al Campus: al via gli interrogatori per far luce sulla scazzottata del febbraio 2019

scuole pesaro 3' di lettura 24/06/2020 - Una scazzottata in piena regola, quella avvenuta il 5 febbraio del 2019, nei pressi nella zona Campus a Pesaro.

Un'azione premeditata ed organizzata che, purtroppo, è andata in scena con una serie di calci e pugni per "chiarire" una questione amorosa: in particolare, riguardava una ragazza contesa da alcuni ragazzi. Da questo motivo, è una partita una vera e propria rissa che, visti i segni riportati dai protagonisti del fatto di cronaca, ha lasciato conseguenze - per alcuni partecipanti - molto pesanti.

IL FATTO - Alle 13:45 suona la campanella, un gruppo di venti ragazzi attende l'uscita -da scuola- di un ragazzino di 17 anni per affrontarlo a parole e non solo. Vista l'evoluzione della situazione, dagli insulti si è passato immediatamente alle mani, intervengono altre persone: tra le quali anche alcuni docenti che visti gli animi infuocati, decidono di allertare le Forze dell'Ordine. Nel mentre, il gruppo di ragazzi continua a sferrare calci e pugni in pieno volto. All'arrivo dei Carabinieri, gli aggressori si danno alla fuga - inconsci della presenza di alcune telecamere che ovviamente hanno registrato l'intero accaduto - sperando di non essere identificati. Ovviamente, tutte le immagini delle telecamere di sicurezza, sono passate al setaccio per cercare di ricostruire l'accaduto. Inoltre, una volta appresa la notizia, i genitori si sono presentanti al Campus dove hanno sporto denuncia e dichiarato: "Sentiamo il dovere di proteggere il Campus da ogni forma di violenza". Secondo le ricostruzioni più recenti, i protagonisti della contesa amorosa erano tutti liceali e non dell'Istituto Ipsia Benelli (come invece, erroneamente era stato dichiarato all'indomani della maxi rissa).

LE ULTIME NOVITA' SULLA VICENDA - In merito alla vicenda narrata poc'anzi, le indagini delle Forze dell'Ordine hanno portato all'identificazione degli aggressori. A tal proposito, proprio nella giornata odierna, sono iniziati gli interrogatori dei ragazzi coinvolti.

"Nei giorni scorsi, il mio assistito ha ricevuto l'avviso di garanzia e si dovrà presentare - domani - presso il comando provinciale dei Carabinieri di Pesaro, per raccontare la sua versione dei fatti - ha dichiarato l'avvocato di uno dei ragazzi coinvolti nella risssa -. Per quanto mi riguarda, il mio assistito è stato accusato - insieme agli altri 12 minorenni - a titolo di concorso per aver preso parte alla "spedizione punitiva".

"Egli è innocente e ovviamente, durante il corso delle indagini, lo dimostreremo a chi di dovere. Esitono dei video che raccontano di quanto avvenuto, ho appreso dai giornali il motivo dell'accaduto e quindi, come sapete, una contesa amorosa. Sono fatti che vanno puniti, perchè ovviamente parliamo di lesioni aggravate - percorse e quindi fatti di violenza: noi ci teniamo a dimostrare l'innocenza dell'assistito, perchè è corretto distinguere chi ha messo in atto l'aggressione, da colui che si è rietrovato - senza colpa - nel bel mezzo della scazzottata", conclude l'avvocato Matteo Mattioli.






Questo è un articolo pubblicato il 24-06-2020 alle 12:08 sul giornale del 25 giugno 2020 - 1003 letture

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