Posti letto terapia intensiva, Fabbri (M5S): errore dividere gli ospedali in Covid e Covid-Free

TERAPIA INTENSIVA PESARO 3' di lettura 24/06/2020 - L’ospedale di Urbino e quello di Fano non verranno potenziati, l’incremento dei posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva saranno concentrati tutti su Pesaro (rispettivamente di 41 e 27 unità).

E’ questo l’errore fatto dalla Giunta regionale che non ha provveduto a stabilizzare i posti letto che era stato necessario creare durante l’emergenza pandemica provocata dal Covid-19. Infatti dividere gli ospedali in Covid e Covid-free non consente al sistema sanitario di crescere in maniera uniforme sul territorio, poiché solo alcune strutture vengono ammodernate; viceversa occorre sviluppare la capacità logistica e tecnico-gestionale di separare in maniera adeguata i percorsi sporco/pulito all’interno di ciascun ospedale, per assicurare quella efficacia e flessibilità operativa necessarie a far fronte ai picchi pandemici; abbiamo riscontrato che gli ospedali sono stati un moltiplicatore di infezioni, poiché la separazione dei percorsi non è stata realizzata in modo adeguato, a tal punto che nella nostra regione oltre 1200 unità di personale sanitario sono rimaste infettate costringendo i colleghi a turni massacranti per sostituirli.

La delibera regionale riporta un preciso quadro della ripartizione delle risorse disponibili (circa 39 milioni), suddivise in gran parte tra le strutture anconetane e pesaresi. Nonostante l’esperienza delle scorse settimane abbia dimostrato che tutte le strutture del territorio siano risultate essenziali per far fronte all’enorme richiesta di ricoveri verificatasi, la Giunta regionale ha deciso di proseguire nella politica di creare l’ospedale unico pesarese, come unico punto centralizzato di erogazione di servizi, sul quale verranno investiti ben 13 milioni di euro di origine statale. E pensare che nei giorni in cui i pronto soccorso di Pesaro e Fano sono andati in tilt per le troppe richieste di prestazioni, Urbino ha assorbito oltre 300 pazienti, dimostrando di essere indispensabile al sistema, inoltre la struttura urbinate ha saputo incrementare del 50 % i posti letto di terapia intensiva disponibili (passando da 6 a 9) ed ha realizzato 14 posti di terapia semi-intensiva ed addirittura oltre 40 di terapia non intensiva, che sono stati utilizzati per l’intera durata dell’emergenza. Gli unici fondi che giungeranno in Urbino sono circa 360.000 euro per migliorare il pronto soccorso (classificato come DEA di primo livello), fondi che vengono erogati in tutte le altre analoghe strutture marchigiane. Fano ha gestito centinaia di casi nel suo pronto soccorso e nel reparto di medicina di urgenza annesso, ed anche in questo caso a venire potenziato è esclusivamente il pronto soccorso.

Avevo chiesto con una mozione di ripartire le risorse statali disponibili nelle strutture che avevano dimostrato di essere indispensabili, assicurando una equa distribuzione tra le province e tra costa ed entroterra; la mozione è stata bocciata dal PD in consiglio ed i risultati si sono tristemente concretizzati nel piano che la Regione ha appena inviato al Ministero. Ora insisto con una interrogazione, appena depositata, per conoscere il motivo di questo errore, che tutti i cittadini rischiano di pagare caro, in concomitanza della possibile prossima ondata pandemica autunnale.


Piergiorgio Fabbri Consigliere Regionale M5S Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-06-2020 alle 10:05 sul giornale del 25 giugno 2020 - 436 letture

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