Aggressioni in carcere a Pesaro, feriti due agenti

istituti penitenziari 2' di lettura 09/06/2020 - Dopo le giornate di follia e violenza nel carcere di Pesaro, con due appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria feriti in due distinte aggressioni, è dura la protesta del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“Il personale di Polizia Penitenziaria di Pesaro, oltre a subire continue aggressioni, minacce dei detenuti, è chiamato anche ad operare con un carico lavorativo triplicato da circa due mesi. Questo a seguito della disposizione unilaterale della Direzione di sospendere l’apertura delle celle per tutte le sezioni detentive, lasciando inalterate le disposizioni che regolano la vita detentiva, come le attività formative, sportive, ricreative ecc. E questo contrariamente alle disposizioni ministeriali e contro richieste del SAPPE che aveva ed ha più volte evidenziato alla Direzione del carcere di Pesaro la necessità di disciplinare in maniera più omogenea e funzionale le attività trattamentali dei detenuti con l’apertura degli stessi per svolgere tutte le attività citate e la previsione di istituire una semi Sezione a regime chiuso per i detenuti con particolari problemi di gestione o che si rendono attori di minacce, violenza nei confronti del personale”, denuncia Nicandro Silvestri, segretario regionale SAPPE per le Marche.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi di Pesaro, sostiene le rivendicazioni della Segreteria regionale delle Marche e denuncia: “quel che è accaduto, di una violenza inaccettabile, ci ricorda per l'ennesima volta quanto sia pericoloso lavorare in un penitenziario. Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. E allora è mai possibile che nessuno, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, abbia pensato di introdurre anche per la Polizia Penitenziaria ed i suoi appartenenti, per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola “taser” e spray al peperoncino? Rinnoviamo, alla luce dei gravi fatti accaduti a Pesaro, la richiesta di un incontro con i vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria per affrontare gli eventuali interventi da adottare, come ad esempio proprio le tutele da assicurare al personale in servizio.”


da Sappe
Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-06-2020 alle 07:25 sul giornale del 10 giugno 2020 - 1721 letture

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