Settore alimentare, il lavoro senza fasi di chi ha garantito il cibo sulla tavola di tutti

Giorgio Marzoli 3' di lettura 18/05/2020 - Vista l’imminente riapertura dei ristoranti o per i prodotti alimentari che abbiamo sempre trovato nei supermercati durante il lockdown non va dimenticato il lavoro di coloro che lo hanno garantito a tutti: i dipendenti del settore agroalimentare che il sindacato tutela attraverso la categoria Flai Cgil.

Sull’emergenza Covid-19, lavoro e sicurezza, interviene il segretario generale provinciale Giorgio Marzoli. “Nelle attività produttive dell’agroindustria non si registrano grossi cambiamenti di scenario tra fasi delimitate temporalmente da un prima e da un dopo –scrive Marzoli -. Le attività per garantire il cibo sulle nostre tavole sono state necessariamente mantenute. Alcune produzioni più strettamente legate alle attività che sono rimaste chiuse (ristoranti, bar, negozi alimentari), affrontano ancora un rallentamento e utilizzano gli ammortizzatori sociali. Altre, al contrario, stanno gestendo, fortunatamente, un incremento di ordini come ad esempio di prodotti surgelati.

Alcune attività come forestazione e silvicoltura sono state bloccate inizialmente dai problemi per gli spostamenti che ancora tardano a ripartire. Dal punto di vista della salute, sicurezza e contrasto al contagio il lavoro svolto nel settore del florovivaismo e nella raccolta dei foraggi, si svolge in situazioni ambientali e organizzative nelle quali pochi addetti dotati di strumentazioni, attrezzature e macchinari avanzati, garantiscono distanziamento e capacità produttiva sufficiente. In molte produzioni industriali degli alimenti si aveva già a che fare con protocolli rigorosi sul rispetto di norme richiesto per mantenere le certificazioni di qualità. Per questo motivo possiamo considerare positivo e efficace il confronto che si è aperto in molte aziende sull’applicazione dei protocolli per il contrasto al contagio.

Registriamo, al contrario, un comportamento scorretto di Federalimentare che sta ritardando oltre ogni ragionevole giustificazione la firma per il rinnovo del Ccnl Alimentaristi Industria anche a fronte di risultati positivi a chiusura dell’anno 2019 con un positivo segno più pari al 3 per cento di produzione industriale e un incremento delle esportazioni.

Per questo motivo abbiamo scelto di sottoscrivere accordi con le associazioni che rappresentano le produzioni alimentari industriali in modo da spingere Federalimentare a chiudere la trattativa con lo scopo di mantenere l’unitarietà del contratto. Gli accordi che abbiamo già sottoscritto riguardano: Anicav (Industria Conserviera), Assolatte, per il settore carni Assica, Assocarni, e Unaitalia oltre a Unionfood, Assobirra e Ancit. Questi sono i risultati ottenuti con la proclamazione dello stato di agitazione e dell’impegno di tanti lavoratori e rappresentanti sindacali in tanti luoghi di lavoro.

C’è poi un altro risultato importantissimo confermato nella conferenza stampa del 13 maggio dal Governo sull’avvio della regolarizzazione di tanti lavoratori invisibili che raccolgono i prodotti ortofrutticoli italiani. E’stato ottenuto anche grazie a una forte pressione esercitata in particolar modo da Flai Cgil e Terra Onlus per affrontare il dramma dei ghetti e delle tendopoli, del caporalato e dello sfruttamento di tanti lavoratori italiani e stranieri che consente di dotarci anche di strumenti più efficaci per contrastare il rischio della diffusione dell’epidemia Coronavirus. Un tassello importante che rafforza la legge 199 del 2016 contro il caporalato, lo sfruttamento e la messa in schiavitù che purtroppo esiste ancora con lauti guadagni per la criminalità organizzata, sulla pelle di esseri umani considerati “braccia” e non persone”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-05-2020 alle 00:27 sul giornale del 19 maggio 2020 - 368 letture

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