Cannabis e CBD: quando le cure sono naturali

cannabis light shop 5' di lettura 13/05/2020 - Alimentazione sana, yoga, ayurveda, piante medicinali, consapevolezza di sé: la medicina naturale, in tutte le sue manifestazioni, non è mai stata tanto attuale come oggi. Non fanno eccezione i settori dedicati all’erba light.

D’altro canto, le basi della medicina contemporanea provengono da tradizioni antiche, che concepivano l’organismo umano come un tutt’uno con la terra, la flora e la fauna. L’uomo ha infatti trovato spesso nella natura le risposte a molti malesseri che lo affliggevano e, con il tempo, ha approfondito le sue conoscenze naturali e anatomiche.

Nei secoli la scienza curativa è progredita, ma si è anche frammentata, fino ad arrivare a un approccio rigorosamente scientifico tipico della medicina contemporanea, abbandonando le scienze naturali e empirico-filosofiche, che hanno proseguito per la propria strada.

Lavorare nel settore sanitario ha significato, per un lungo periodo, essere in contatto unico con discipline quali fisica, chimica, biologia e farmacia tralasciando gli scambi con la così detta “medicina alternativa”, ovvero l’omeopatia e l’erboristeria che differivano dalle prassi della medicina scientifica convenzionale.

Oggi è in atto una rivalutazione della medicina alternativa, e l’incontro fra scienze curative naturali e scienze mediche ha dato il via a numerose sperimentazioni e scoperte in campo terapeutico. Non in ultimo la rivalutazione della pianta di cannabis e le sue potenziali proprietà curative.

Cannabis, cannabidiolo e delta-9-tetraidrocannabinolo
Partiamo dalle basi. Per cannabis si intende un genere di pianta appartenente alla famiglia delle cannabinacee, e la varietà storicamente più diffusa si chiama sativa.

Composta da gambo, foglie e fiore la pianta di cannabis sativa contiene al suo interno centinaia di sostanze chimiche denominate cannabinoidi. Tra i più conosciuti vi sono il cannabidiolo, abbreviato nell’acronimo CBD e il delta-9-tetraidrocannabinolo, in sigla THC.

Il THC è una sostanza psicotropa che, se assunta, altera le percezioni psicofisiche di un organismo vivente. Con “marijuana” infatti si fa riferimento a quelle parti o prodotti della pianta di cannabis che contengono alte quantità di THC.

Il CBD è invece una sostanza che non presenta proprietà psicotrope e, se assunta, ha effetti rilassanti, anticonvulsivanti, antinfiammatori e distensivi, che favoriscono il rilassamento psico-motorio.

Olio CBD: cos’è e come viene estratto dalla cannabis
Il CBD risulta essere il cannabinoide più importante all’interno della pianta di canapa. La sua importanza è imputabile alle caratteristiche benefiche che gli sono state attribuite.

Come detto in precedenza, il cannabidiolo ha il vantaggio di non presentare proprietà psicoattive e dunque non provoca alterazioni a livello fisiologico. Per questo motivo sono state coltivate varietà di cannabis sativa caratterizzate da una forte presenza di cannabidiolo, con l’obiettivo di estrarne il principio e usarlo a scopi curativi.

Sembrerebbe che fra le proprietà del CBD vi sia quella di controllare gli effetti negativi che il THC ha sul corpo umano, sostanza presente nella cannabis sativa in percentuali irrisorie. Allacciandosi ad alcuni recettori del circuito cerebrale, mantiene inalterati i processi psichici e attiva la risposta naturale del sistema nervoso e immunitario ai problemi causati dagli agenti patogeni. Dunque il CBD si differenzia dal THC sotto molti aspetti, e i ricercatori sostengono che sia in grado di contribuire a lenire disturbi infiammatori e di ipertensione.

La necessità di rendere utilizzabile il cannabidiolo presente nella struttura molecolare della pianta di cannabis, e trasformarlo in una sostanza di facile utilizzo come l’olio, ha portato alla sperimentazione di vari ed eventuali metodi di estrazione. Quelli che hanno riscontrato un maggiore successo sono:
● Estrazione tramite solventi chimici;
● Estrazione con olii di origine vegetale;
● Estrazione tramite CO₂.

L’utilizzo dell’anidride carbonica si è rivelato il metodo migliore. Questa infatti permette l’estrazione di sostanze concentrate e incontaminate, senza utilizzare solventi potenzialmente dannosi per la salute che, inoltre, potrebbero andare a compromettere la purezza del prodotto.

Pompata attraverso la pianta di cannabis con diversi gradi di calore, la CO₂ riesce a sciogliere i terpeni e i cannabinoidi e a discernerli dalla cannabinacea.

Olio CBD per massaggi e gli effetti sul corpo
Dalla necessità di attestare, a livello terapeutico, quali sono gli effetti benefici che i composti a base di CBD possono avere sul corpo umano, sono nate molte ricerche.

Tra queste sia la “Cannabis and Pain: A Clinical Review” che la “Transdermal cannabidiol reduces inflammation and pain-related behaviours in a rat model of arthritis” hanno dimostrato che il CBD può avere un effetto antinfiammatorio e antidolorifico sul corpo umano e animale, sia se assunto per via orale che se applicato a livello transdermico.

Questo farebbe pensare a un possibile utilizzo dell’olio CBD anche nelle cure fisioterapiche e nelle applicazioni in campo estetico per l’ottimizzazione di massaggi rilassanti e decontratturanti. In effetti, nonostante molti studi siano ancora in fase sperimentale, sono già numerosi i professionisti che espongono, tra i prodotti usati, creme e oli a base di CBD.

Del resto molti prodotti al cannabidiolo oggi non sono più di difficile reperibilità. Un esempio, che riguarda il nostro Paese, è dato dalla vasta gamma di prodotti al CBD presenti nello store online di JustBob, leader europeo nel settore.






Questo è un articolo pubblicato il 13-05-2020 alle 16:23 sul giornale del 14 maggio 2020 - 720 letture

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