Doglioni, Lega: "La sanità marchigiana, un disastro annunciato"

Doglioni Lega pesaro e urbino 3' di lettura 19/04/2020 - Mai come in queste giornate dobbiamo ringraziare tutto il personale sanitario marchigiano per l’enorme lavoro svolto con professionalità, dedizione e grande coraggio in questi ultimi mesi di lotta contro il Covid-19 e mai come in questo momento abbiamo capito gli enormi danni causati dalla Giunta Ceriscioli e da tutta la sua corte dei miracoli di funzionari, dirigenti e grandi pensatori che hanno distrutto le fondamenta della sanità marchigiana, una volta pregio nazionale per efficienza, competenza, rigore e innovazione scientifica.

Dire che come Lega lo avevamo sempre denunciato però non ci dà grandi soddisfazioni, perché i danni e le perdite subite sono enormi. Il grande carrozzone sanitario marchigiano, con oltre 21.000 dipendenti, dei quali la metà sono amministrativi, sì, avete capito bene, la metà è chiusa negli uffici a produrre scartoffie e non nelle corsie degli ospedali a curare la gente, è anche gestito come nelle migliori dittature sudamericane e secondo le procedure in uso nella ex Unione Sovietica dove la censura aveva impedito ad un suo scrittore di ritirare il Premio Nobel. Oggi scopriamo che non è ammesso il dissenso, non ci si può esprimere e commentare neppure sui social e se qualche malcapitato dovesse scrivere qualcosa riceverebbe immediatamente un richiamo e partirebbe subito il provvedimento disciplinare!

Non si può per esempio dire che la mortalità nella Provincia di Pesaro per coronavirus sul totale dei positivi è del 18%, non ci si può lamentare perché gli operatori sanitari sono privi delle ormai note mascherine e dei guanti, non si può piangere perché con i tagli al personale medico ed infermieristico i turni sono estenuanti, ora più che mai lavorando dentro uno scafandro con il rischio di rimanere infettati e cadere sul campo come troppi sanitari hanno subito.

Non ci si può neppure lamentare che la grande disorganizzazione e l’impreparazione nell’affrontare l’onda dei contagi ha di fatto inquinato le strutture ospedaliere rimaste ed ha impedito qualsiasi altra cura per le numerose patologie che colpiscono i nostri cittadini. No, in tempi di coronavirus nella nostra provincia di Pesaro non ci si può ammalare, non si può cadere, non si può avere uno scompenso cardiaco o una colica.

E’ evidente che la gestione dell’emergenza è stata completamente fallimentare da parte dei vari dirigenti della sanità, ma soprattutto mi chiedo come mai il Gores, (Gruppo operativo per le emergenze sanitarie) che è stato attivato il 27 gennaio, ovvero un mese prima dei primi casi in Regione non è riuscito a predisporre procedure per gli ospedali, per le residenze anziani, per la medicina territoriale, che sono rimasti inizialmente abbandonati e senza dei protocolli precisi da seguire.

Ma forse Ceriscioli, al posto di accusare Zaia di aver trovato le mascherine per i suoi Veneti, si doveva ricordare che da 2 anni a Changha nella provincia cinese di Hunan c’è la Casa Marche Cina, all’interno dell’HB Italian Town e che poteva utilizzare questo ufficio per far arrivare da subito tutto il materiale sanitario necessario a salvare i suoi medici ed i suoi infermieri. Ma forse era più occupato a difendere la sua candidatura dagli attacchi del suo stesso partito piuttosto che preoccuparsi per i suoi marchigiani.

E’ ora però che si ricordi di indire le elezioni regionali quanto prima così i suoi cittadini possano finalmente cambiare questa amministrazione disastrosa e ricostruire la nostra bellissima regione.


da Lodovico Doglioni
Segretario provinciale Lega Pesaro Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2020 alle 08:49 sul giornale del 20 aprile 2020 - 9442 letture

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