Lanzi (Siulp) a Ceriscioli: "Tamponi a tutte le forze di polizia"

2' di lettura 18/03/2020 - Appello del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli:

Sig. Presidente, mi rivolgo a Lei che è stato Sindaco di Pesaro per dieci anni. Come in tutto il Paese stiamo vivendo un momento veramente difficile, ma la nostra Provincia è una delle più colpite: l’ultimo dato noto parla di 1567 positivi nelle Marche, 910 solo nella provincia di Pesaro, che paga anche un altissimo prezzo in termini di vittime, ben 74 sino ad oggi.

Condividiamo la sua scelta di fare il tampone a tutti: in un contesto ove chi è asintomatico può diffondere il contagio, l’aumento dei tamponi diventa una strategia importante per limitare ulteriormente le possibilità di trasmettere il “Coronavirus” in maniera del tutto inconsapevole. Dedichiamo i nostri sforzi principali per far osservare i decreti emanati per il contenimento del contagio e per aiutare i cittadini. Lo facciamo con la passione e il senso di dovere che ci ha fatto scegliere questa professione. Come tutti, anche noi abbiamo paura ma non ci tiriamo indietro.

Cogliamo l’occasione per ringraziare lo straordinario impegno e gli immensi sacrifici del personale sanitario, da giorni impegnato in prima linea contro questo nemico invisibile e terribile. Nessuno di noi, ad eccezione di pochi casi relativi a dipendenti ammalati da tempo con evidenti sintomatologie tipiche dell’infezione da “Coronavirus”, è stato sottoposto a tampone. Ineluttabilmente, anche tra di noi, si sono riscontrati vari casi positivi al “Coronavirus”.

Altresì, come tutti gli Operatori sanitari e tutte le altre Forze di Polizia, come dispone l’art. 7 del decreto legge n. 14/2020, anche se abbiano avuto contatti con soggetti risultati positivi al “Coronavirus”, in assenza di sintomatologia specifica, non veniamo posti in quarantena e continuiamo a lavorare al servizio della collettività.

Per questo Le chiediamo di far eseguire, il prima possibile, i tamponi su tutte gli operatori delle Forze di Polizia impegnate sul nostro territorio. Non vorremmo essere noi, senza saperlo, a costituire un veicolo di contagio.

Non possiamo e non dobbiamo rimanere a casa, ma dobbiamo farlo con la consapevolezza e la tranquillità di non essere inconsapevolmente infetti e di non costituire un pericolo per le persone con le quali entriamo in contatto nonché per i nostri familiari che, alla fine di ogni turno, ci accolgono a casa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2020 alle 13:51 sul giornale del 19 marzo 2020 - 2511 letture

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